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Notizie storiche
IL TOPONIMO KALASARNA Sul versante Ionico della Calabria settentrionale sorge Campana. Ha intorno un’ampia giogaia di monti e davanti verso oriente, dopo un rincorrersi di piccole colline si intravede lo jonio dalle trasparenti acque. Storicamente é difficile stabilire con esattezza l’epoca dell’origine del paese, secondo alcune notizie sarebbe un paese di fondazione greca. Si sa con certezza che gli Enotri furono i primi abitanti delle nostre contrade. E’ da osservare, che i paesi collinari calabresi, Campana compreso, hanno origine assai più antiche e preesistevano alle incursioni dei musulmani come attestano i famosi reperti archeologici.
Il primo esodo delle popolazioni rivierasche verso le colline può essere collegato agli sconvolgimenti prodotti dalla prima e dalla seconda guerra Punica, quando ebbero inizio le devastazioni lungo le coste dello Jonio. Anche la guerra civile e quella sociale portarono distruzioni e miseria nella nostra regione. In seguito all’occupazione romana vennero meno alle popolazioni del litorale la possibilità di praticare la pesca, l’autonomia del commercio e la tranquillità nel lavoro dei campi. Nelle campagne non più coltivate come nei periodi di pace, si formarono acquitrini e paludi e anche ciò spinse gli abitanti a cercare luoghi più sicuri. Le incursioni dei musulmani di Sicilia prima e dei Turchi a partire dal XVI secolo determinarono sicuramente la costruzione di valide fortificazioni, bastioni, torri e mura di cinta. Campana, paese della provincia di Cosenza di circa 3.O0 abitanti, per quanto non esista altro documento se non la tradizione storica affermatasi dal 1500 in poi. Secondo Strabone Campana antica Kalasarna sarebbe da collegare al mito di Filottète, in quanto da lui sarebbe stata fondata insieme alle altre città del litorale (Petilia, Macalla, Krimisa). Noi ci sentiamo di accettare il toponimo Kalasarna tramandato da Strabone perché può essere la traduzione di un nome preesistente all’avvento dei greci, e quindi, Kalasarna potrebbe essere più un centro preellenico che non un insediamento greco. Gli studiosi classici delta Magna grecia (Leone - Giannelli) di Kalasarna non dicono assolutamente nulla, ignorandone persino il nome. Non si trova traccia di monete greche, mentre nel 1934 sono stati rinvenuti nella zona di Campana ripostigli di monete di bronzo di Tolomeo, nessuna di queste monete proveniva da Sibari, da Crotone o da Petilia, che notoriamente battevano moneta. Le argomentazioni fanno pensare che potremmo trovarci davanti ad un centro indigeno, che per la vicinanza alla costa, ha avuto presumibilmente dei rapporti con il mondo greco. La popolazione indigena era dedita all’agricoltura e alla pastorizia ed é proprio partendo dalla pastorizia che Francesco Marino, poeta nativo di Campana e vescovo di Isola Capo Rizzuto dal 1682 al 1715, ricava la prima interpretazione del toponimo kalasarna che deriverebbe dal greco kalas (bello - buono) arnis (agnello) per cui veniva così chiamata la terra dei buoni armenti e dalla fiorente pastorizia. Oppure secondo Pugliese Carratelli il primitivo toponamo potrebbe essere “Chalasarna” più che “Kalasarna”. Nel dorico “Chala” significa braccio di monte, prominenza, sperone per cui “Arna” (rocca) indicherebbe”Rocca prominente”. L’antica Kalasarna poteva essere, pertanto, una prominenza a forma di fortezza difesa da strapiombi e rupi, che dava ogni garanzia per arroccarsi a contrastare gli attacchi nemici. Un’altra ipotesi che tiene conto delle prime due e che era di un centro originariamente bruzio, ma successivamente legate ai greci, i quali facevano riferimento per arrivare in Sila e rifornirsi di legname pregiato. Cosa ci spiegheremo il perché del rinvenimento in varie zone (Caprella, Torracca, Cozzo del Leone, Pignataro) di aribbaloi e di lekytoi, i primi documenti che parlano di Campana sono del 1200. Il passaggio di nome allora e da situare nell’arco di tempo che va da VI al XII secolo.
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