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Il mistero dei giganti di pietra su Panorama

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Campana CS - Incavallicata
Scritto da Vincenzo Germinara   
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Nell'uscita della scorsa settimana anche Panorama ha dedicato, a firma Letterio Pomara, un réportage alle rocce dell'Incavallicata. Relativamente all'origine delle stesse, nel réportage sembra si propenda di più verso la tesi dell'intervento umano, orientandosi piuttosto su datazioni che guardano in direzione dell'età preistorica.

Vincenzo Germinara ci ha inviato il relativo articolo scansionato, di cui è qui riprodotto lo snapshot. La rivista é quella della scorsa settimana, e più esattamente la n°27 di venerdì 26 Giugno, non più trovabile in edicola, ma solo facendone richiesta al servizio arretrati di Panorama.

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Nelle illustrazioni qui sopra, una valida comparazione tra l'elefante di roccia e la ricostruzione scientifica dell' 'Elephas antiquus'.  Anche nel caso si trattasse di scultura, sembrerebbe azzardato parlare di realizzazione in età magno-greca e di Roma repubblicana: all'Incavallicata, sostiene l'articolo di Pomara, mancano i "tratti stilistici dell’arte greca"


 

In sintesi quindi :

sia Domenico Canino (università della Calabria), sia Pomara (Panorama) e soprattuto Mario Tozzi (geologo di fama mondiale e ricercatore del Cnr-Igag) sono concordi col dire che l'elefante in questione ha tratti, quali zanne lunghe e rivolte verso il basso, che ricordano l' Elephans antiquus; ciò esclude categoricamente che possa essere un elefante contemporaneo come lo erano quelli di Pirro e Annibale. L'Elephas antiquus era sì presente in Italia, ma decine di migliaia di anni prima delle campagne di conquista di Pirro e di Annibale, essendosi estinto definitivamente 12.000 anni fa alla fine del Pleistocene.

In contrasto quindi con le Teorie di Pirro e Annibale del giornalista Sergio Frau ("La Repubblica") e del Prof. Giovanni Cimino (accademico cosentino, socio ordinario di Italia Nostra).

Dopo che nel 2005 la soprintendenza della Calabria aveva respinto "un intervento di modellazione scultorea senza però escludere una loro parziale modellazione in età antica", oggi nella comunità scientifica c'è chi, come il Prof. Alessandro Guerricchio ordinario di geologia applicata all’Università della Calabria, afferma l'innegabile origine antropica delle statue.

Di avviso totalmente opposto don Luigi Renzo, il quale nel suo "Campana, itinerari di Storia" propende decisamente per la  formazione naturale dell'ammasso roccioso.

Va aggiunto che, a proposito del réportage di panorama, dall'altroieri sta circolando in rete un interessantissimo filmato, accompagnato dalla descrizione sottostante:

 


"" Ecco le Pietre dellIncavallicata di Campana. Di queste rocce si è occupato la settimana scorsa il settimanale Panorama, citandole come scoperte nel 2004 da un architetto cosentino. Però già nel 2002 in un nostro reportage, che vi mostriamo, mandato in onda su tv regionali e anche sulla pay tv satellitare Stream, le pietre ci erano state illustrate dal sindaco dell'epoca, Francesco Ioverno. E anche senza enfasi, visto che le conoscevano benissimo tutti, a Campana. Dunque nessuna scoperta: le pietre sono note da sempre. Ce lo conferma anche Mons. Luigi Renzo, oggi Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, che è nato proprio a Campana e che ci ha raccontato come da bambino giocava proprio sotto quelle pietre, che stanno a pochi metri dalla strada principale del paese e nei pressi del luogo dove ogni anno, da quasi 6 secoli, si tiene l'affollata e nota Fiera della Ronza. Mons. Renzo contesta, garbatamente, l'unica tesi esposta da Panorama, ovvero quella che vuole che le pietre siano delle sculture antiche, che rappresentano un elefante e una torre, o forse una clava ciclopica. Mons. Renzo ha scritto, da studioso del territorio, diversi libri sul suo paese. In uno pubblicato nel 1997 c'è anche una bella foto delle pietre e una poesia a loro dedicata. In una nota diffusa oggi, Mons. Luigi Renzo precisa le sue deduzioni. "Le Pietre dellIncavallicata si presentano come peculiari strutture rocciose, che, erose dal vento e dalle intemperie, hanno assunto nel tempo quelle forme singolari da farle ritenere monumenti di pietra, veri capolavori della natura", scrive Renzo. "Sono massi giganteschi sovrapposti ed accavallati (da cui il nome Incavallicata). "La cosa comunque che lascia perplessi", scrive ancora Renzo, "è che le raffigurazioni non sono a tutto tondo da far pensare ad una scultura delluomo e per di più guardano dal versante opposto al paese. Non sarebbe stato, magari, più ovvio scolpire le immagini dal lato del paese?, si domanda Renzo, che poi cita i tanti fossili ritrovati nell'area, che quindi un tempo, neanche geologicamente tanto lontano, era sommersa. Le correnti marine avrebbero dunque scolpito le pietre, come d'altronde hanno fatto con altre pietre di Campana, come la cosiddetta balena, citata sempre in un libro di Mons. Renzo, o altre ancora che si trovano a Bocchigliero, a Caloveto e a Pietrapaola. Tutti misteri da scoprire? Forse solo da studiare, con dedizione e senza clamori o voglie di protagonismo. ""

Fonte: telecosenza
06 luglio 2009

 

Commenti
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Domenico Canino  - La verità sulle pietre   |.xxx |09-07-2009 14:52:35
Cari amici di Campanesi on line,

mi piace commentare con voi queste ultime
notizie di stampa riguardanti la Incavallicata, sia l’articolo di Letterio
Pomara su Panorama, sia i commenti sulle Tv locali cosentine, e soprattutto la
opinione di Mons. Luigi Renzo ripresa dal giornalista Francesco Straticò che
ribadisce che secondo lui le Pietre sono frutto di erosione naturale.

Voglio
ribadire a scanso di equivoci alcuni concetti:

1)Io ho visto le Pietre della
Incavallicata nel dicembre del 2002, ed ho pubblicato il mio articolo sul
Quotidiano della Calabria con le foto il 9 gennaio 2003. L’incipit
dell’articolo ( che chiunque può consultare) era pressappoco questo: “i
contadini e gli abitanti del luogo conoscono Le Pietre da sempre”, lungi da me
dunque l’attribuirmi una “scoperta”, nel senso di prima visione.

Se poi
molti siti internet, i servizi elevisivi, ed altri hanno fatto titoli forzati
sull’argomento, anche per attirare l’attenzione sugli oggetti, non è certo
mia responsabilità.

Vorrei dire che sull ’argomento Letterio Pomara su
Panorama è molto corretto perché dice: “Conosciute quasi esclusivamente
dalla gente del luogo, sarebbero rimaste poco note senza la tenacia di un
architetto dell’Università di Calabria con la passione per l’archeologia,
Mimmo Canino.” Mica dice che prima erano sconosciute.

Poi ovviamente
rimando alle pagine del mio libro pubblicato nel 2007 in cui pubblico le
bellissime foto delle Pietre risalenti addirittura al 1957 del fotografo storico
di Campana Ioverno: se io avessi voluto attribuirmi una qualunque primogenitura
sulla scoperta delle Pietre, figuratevi se avrei pubblicato foto fatte quasi
cinquanta anni prima!

2)Questa faccenda che le Pietre sono rocce erose dal
tempo proprio non mi va giù, perché ho fatto e pubblicato studi meticolosi su
questo, sul fatto che sono altorilievi scolpiti a 360 gradi, in cui sono
visibili le tracce di scalfittura con utensili , rilevate con lenti di
ingrandimento e con il microscopio. Inoltre mi piace fare un piccolo annuncio,
presto avremo prove concrete scientifiche dell’antichità delle pietre, cioè
oggetti preistorici trovati in Grotte di Campana, come una amigdaloide
bifacciale in quarzite trovata qualche anno fa, un oggetto molto bello che è
rimasto nella memoria di chi lo ha visto, e che è oggetto di ricerche e di
studi da parte del campanese Mimmo Oliverio e di un altro Campanese residente a
Calopezzati. Quando avremo tutti i risultati degli studi in mano, potremo
affermare con certezza che le Rocce sono espressione artistica di una precisa
civiltà dell’età della pietra. Molti altri oggetti giacciono nelle grotte,
amigdale, bulini, raschiatoi, levigatoi, bisogna trovarli e portarli
all’attenzione del grande pubblico.

3) Vorrei poi rivendicare un piccolo
merito, io non sono certo quello che ha visto per primo le Pietre, sono però
certamente il primo che le ha studiate seriamente, e che ha cercato in tutti i
modi di divulgarne la conoscenza, attraverso pubblicazioni in Italia, Germania,
Usa, Francia (addirittura le Monde grazie a Letterio Pomara). Ho trovato sulle
mappe antiche del Magini del 1603 la denominazione Cozzo delli Gigante, mi sono
fatto aiutare da professori Universitari...
Domenico Canino  - La verità sulle pietre   |.xxx |09-07-2009 14:55:41
più esperti di me come Ilario Principe, Marco Iuliano, per la cartografia, e
non ultimo il professore Alessandro Guerricchio, ordinario di Geologia applicata
presso L’università della Calabria, che ha analizzato le Pietre e definite
Resisters, oltre che confermarne l’origine antropica. Mi sono fatto aiutare da
scultori esperti nell’analizzare i processi di scolpitura delle statue, in cui
sono evidenti tracce di incisione, stondatura e levigatura della Pietra. Insomma
un po’ mi sono dato da fare per il processo di conoscenza delle Pietre della
Incavallicata, questa è la mia vera colpa.



Cordialissimi
saluti

Domenico Canino
gianpiero.ima.  - re : .del co-admin di Campanesionline   |09-07-2009 18:11:50
Grazie infinite architetto Canino: di "colpe" come questa tua vorremmo
trovarne sopra ogni pietra 'cantonèra' del paese. ."...Ma per seguir
virtute e canoscenza" dice l'Ulisse dantesco: dunque il tuo impegno è
lodevolissimo a prescindere, è della stessa identica razza di quello che
comunque permea pure gli scritti di don Renzo, anche quelli che propendono per
la formazione naturale del sito. E' giusto che ognuno esprima le proprie
convinzioni, argomentandole al meglio.

Noi non ci permettiamo di entrare nel
merito del dibattito scientifico pur nutrendo grande aspirazione a conoscere la
verità (quale che sia, bene incommensurabile già di per sè), in quanto
consapevoli della inadeguatezza dei nostri personali strumenti di
conoscenza.

Certamente per Campana sarebbe sotto ogni aspetto un bel salto di
qualità, la dimostrazione di poter mostrare al mondo con orgoglio i megaliti
forse più strabilianti dell'area del Mediterraneo: ne siamo tutti
consapevoli.
E, ciononostante, Campanesionline vuol rimettersi, con tutta
umiltà, ai risultati del dibattito tra gli studiosi ed editorialisti
accreditati alla divulgazione scientifica.

Una frase ci ha particolarmente
colpito alla fine del filmato di Straticò di TeleCosenza: ...misteri da
scoprire senza voglia di protagonismo... Siamo soddisfatti di riscoprire, ogni
volta che ti leggiamo, che l'eventuale allusione non scalfirebbe minimamente la
tua onestà intellettuale in quanto non le si addicerebbe neppur lontanamente.
Ciò va a tuo vanto: non è da tutti.

Grazie ancora. Sperando ce le segnalerai,
saremo onorati di pubblicare il prosieguo delle tue fatiche sull'argomento.
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