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Fra le manifestazioni dell'Agosto campanese 2009, secondo noi una tra le più interessanti è stata quella che ha visto l'architetto Domenico Canino tenere il giorno 11 una conferenza sulle sue ricerche sulle Pietre dell'Incavallicata. Motivo principale dell'evento, una difesa, legittima e a 360 gradi, del proprio impegno scientifico, tanto spassionato quanto disinteressato.
Alle superficiali illazioni del filmato pubblicato qualche settimana fa da Telecosenza, si sono infatti unite le sciocche e gratuite cattiverie di una vignetta apparsa su una pagina di Facebook che fa da vetrina a un sito campanese dedicato all'elefante dell'Incavallicata, in cui sedicenti "studiosi" nostrani, dopo aver tentato furbescamente di appaiarsi a noti ricercatori e divulgatori scientifici, e inoltre cercando di contrabbandare per basi metodologiche (che peraltro non posseggono) la propria smania di protagonismo, in quella vignetta pretenderebbero di ridicolizzare le comparazioni che Canino fa con le sculture dei templi di Abu Simbel.
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| Le gambe del Gigante (seduto), paragonabili a quelle di Abu Simbel |
Il pubblico segue la conferenza con grande interesse |
E, come se non bastasse, insinuando anche che lo scopo degli scritti dell'architetto sarebbe quello di vendere libri: esattamente l'accusa meschina che rivolgono allo scrittore Saviano quelli che preferirebbero che camorra, mafia e 'ndrangheta continuassero ad agire indisturbate nell'indifferenza generale.
Insomma: avere un'opinione diversa è una cosa, ma insolentire e offendere gratuitamente è un'altra. Scrive Canino nella prefazione al suo libro: "Nonostante tutti questi sforzi appassionati (e disinteressati) non sono mancate critiche velenose che mi hanno molto amareggiato, ma anche questo va messo in conto per amore della conoscenza".
Conclusione generosa che però non ci esime dal rattristarci e dal vergognarci per quegli sprovveduti compaesani che, gestendo il suddetto sito, spesso insultano gratuitamente a destra e a manca, dando prova di una grande rozzezza che solitamente non merita nessuna risposta.
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| La mappa del Magini, del 1603, ove poco distante da Campana si legge "Cozzo delli giganti" |
La carta del Rizzi-Zannoni, del 1769, ove pressappoco verso l'odierna Calamacca si legge "Cozzo di Calimaco o sia del Gigante"
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E ciononostante, la posizione di Canino non sembra affatto necessitare di "difensori d'ufficio": infatti, a dimostrazione delle sue ipotesi, il bravo ricercatore nella conferenza ha fatto, con l'aiuto di un videoproiettore e di uno schermo, e inoltre coadiuvato dalla brillante giornalista Molinari di 'Calabria Ora', una panoramica sullo "stato dell'arte" dei suoi studi che è risultata tanto scientifica quanto interessante, essendo spaziata dalle sue ricerche su tutte le megalitiche raffigurazioni zoomorfe della zona, a quelle sulle denominazioni significative di tutte le mappe antiche reperibili, a quelle sulle monete di età preromana e romana col conio di animali e in particolare di elefanti, a quelle, infine, sulle numerose grotte della regione e sulle possibili tracce utili a dimostrare eventuali insediamenti umani del neolitico nella nostra zona : come ad esempio il ritrovamento di molto tempo fa, da parte del campanese Mimmo Olivieri, di una amigdala, cioè di un utensile primitivo. "Perchè la Storia si fa con i reperti, non con le favole", conclude giustamente Canino nel suo libro 'Le Pietre dell’Incavallicata'.
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| La dr.ssa Molinari espone la tesi di Mimmo Canino |
Canino chiede ragguagli sul ritrovamento di Olivieri |
Di questa interessantissima conferenza di circa due settimane fa, 'Il Quotidiano della Calabria' scrive:
"" ...Un congruo numero di persone, soprattutto appassionati di archeologia, hanno assistito all’esposizione di alcune tesi sulle misteriose pietre, che raffigurano rispettivamente un elefante e due enormi gambe, a cui l’autore è pervenuto dopo approfonditi studi condotti su antiche carte geografiche, su rari testi, documenti e monete, ma soprattutto dopo un’indagine sul sito su cui le due Pietre si ergono maestose. Tesi che hanno incontrato spesso una certa avversione, visto che Canino ha da subito affermato che i due colossi sono opera dell’uomo e non di agenti atmosferici vari. E nell’incontro di Campana dell’altro pomeriggio, l’autore ha spiegato i motivi per i quali si può pensare all’intervento antropico sulle Pietre.
Basta osservare l’elefante di pietra per notare che entrambi i lati presentano segni inconfutabili di scultura: zampe e proboscide, infatti, sono state scolpite sui due lati, ma è soprattutto la levigatura e la stondatura della pietra a 360 gradi, a far propendere per un lavoro di scultura e levigatura, non attribuibile al vento, né alla pioggia. Anche l’occhio risulta essere una scalfittura provocata da un oggetto che ha inciso la pietra.
Restano i dubbi sull’artista che ha prodotto un’opera del genere e sul tempo in cui è stata scolpita, anche se alcune ipotesi sono state avanzate dal Canino nel libro e sostenute durante l’incontro, visto che le zanne dell’elefante sono state scolpite perpendicolari al terreno. Ciò escluderebbe l’appartenenza al tipo africano o indiano e rappresenterebbe un Elephas Antiquus, ovvero il loro progenitore. Che ci riporta ad un tempo lontanissimo, in pieno Neolitico, quando la suddetta specie di pachidermi era presente sul pianeta.
Ma una novità è emersa dall’incontro: il ritrovamento, oltre vent’anni fa, di un’amigdala, un utensile a forma di mandorla scoperta in una grotta in un fondo vicino all’Incavallicata. Il suo scopritore, presente all’incontro, ha ricordato di averla trovata da bambino e di averla mostrata a diverse persone del paese, che la ricordano bene. Probabilmente abbandonata in qualche baracca, l’amigdala che forse era in quarzite rosa, appuntita, era usata come arma e confermerebbe la tesi della presenza di popolazioni neolitiche sul luogo. E’stata, quindi, ufficialmente avanzata la richiesta al suo scopritore di ritrovarla, perché reperto importante per la composizione di un puzzle preistorico della nostra terra, in cui ancora mancano alcune tessere.
Significativo, poi, il paragone che Canino ha fatto con un graffito presente in una grotta di Domme, in Francia, raffigurante un mammut, che gli archeologi d’Oltralpe fanno risalire a 17000/10000 mila anni fa. Perché in Italia tante resistenze per classificare le Pietre di Campana in un’epoca ugualmente lontana? ""
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| Questa moneta cartaginese mostra zanne diverse dall'elefante preistorico |
Il graffito del mammut scoperto nella grotta di Domme (Francia)
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Non va dimenticato infine che, presentando l'oratore all'inizio della conferenza, il Sindaco Manfredi ha comunicato di avere appurato che il filmato girato lo scorso anno dalla troupe di Syusy Blady dovrebbe venire trasmesso da Sky ai primi di Settembre.
Ci piace concludere questa nostra testimonianza segnalando gli estremi del libro oggetto della conferenza stessa, e cioé "Domenico Canino, Le Pietre dell'Incavallicata, Falco Editore, Cosenza 2007, E.10,00, ISBN 978-88-89848-31-9", certi di fare cosa gradita a quei nostri utenti e visitatori che eventualmente fossero rammaricati non aver potuto partecipare all'evento, e volessero documentarsi sulle ricerche dell'architetto Canino sull'Incavallicata. Al quale va comunque il caloroso ringraziamento di Campanesionline perché, a prescindere dalle ipotesi da lui formulate, il suo impegno contribuisce almeno, e con forza, a dare a Campana una notorietà di cui c'è tanto bisogno per tentare di catturare sempre maggior interesse da parte anche delle agenzie turistiche oltreché dei ricercatori accademici.
Vorremmo da ultimo aggiungere una notizia curiosa dei giorni scorsi, e cioé che l'editore DEA di Camigliatello Silano ha messo in vendita dei graziosi capi d'abbigliamento con stampato sopra l'Elefante di Campana: ma siccome non vorremmo incappare nelle false e velenose accuse, dei soliti noti, di voler trarre profitto economico (!) dalle percentuali di vendite dei prodotti dalla DEA-Merchandising, allora, guardandoci bene dal caldeggiarne l'acquisto ci limitiamo solo a darne la pura informazione per dovere di cronaca...
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