Login

Il portale preferito dai campanesi

Il portale preferito dai campanesi

firma il guestbook
Firma anche tu il nostro libro degli ospiti...

Site translation

English French German Italian Portuguese Romanian Spanish Catalan

Chi c'è online

  • [Baidu]
  • [Bot]
  • [Google]
Now online:
  • 11 guests
  • 3 robots
Latest members:
  • duncan
Total members: 256

Segnalati da:

Sito Segnalato su www.katalogato.com

Votaci Su CalabriaLinks


Contatore visite

Visite oggi: 61
Visite ieri: 589
Questo mese: 3068
Visite totali: 378255

Nazionalità visite

Top 5:
Unknown flag 36%Unknown (17027)
Italy flag 25%Italy (11553)
Germany flag 20%Germany (9286)
Russian Federation flag 4%Russian Federation (1840)
Ukraine flag 2%Ukraine (886)
47081 visits from 119 countries

Ultimi download

Borgo antico 2
2010-10-11
Borgo Antico
2010-10-05
Incavallicata
2010-10-05
Piazza Italia
2010-10-05
Fiume Nicà
2010-10-05
Home > Campana CS > Incavallicata > Un mistero che dovrebbe riguardarci: quello dei "Popoli del mare"

Un mistero che dovrebbe riguardarci: quello dei "Popoli del mare"

E-mail
Campana CS - Incavallicata
Scritto da gianpiero.ima.   
Martedì 22 Settembre 2009 20:59
Questo articolo è stato letto: 1490 volte

Che poi son detti anche "Pelasgi", termine che deriva da 'mare', in greco pélagos e in latino pelagus, come intuire non è difficile ;  molto più difficile resta invece tutto, ma proprio tutto, il resto, perchè in effetti non se ne sa molto di più. Di conseguenza si sbaglierebbe di grosso chi mai dovesse pensare che si possa riassumere in quattro parole la 'storia' dei Popoli del mare. Del resto, però, esiste una qualche probabilità che Campana non sia totalmente estranea ad essa. E che i simpatici "Turisti per caso" avrebbero trasmesso per tv le riprese da loro effettuate a Campana il 25 luglio 2008 lo sappiamo ormai da molti mesi (da quando cioè siamo registrati a entrambi i loro siti per riceverne le relative comunicazioni), ma adesso sappiamo anche che le trasmetteranno con certezza all'interno di un ciclo di trasmissioni dedicate appunto ai Popoli del mare.

blady-roversi Informa Syusy Blady: "...ho viaggiato con Adriatica per il Mediterraneo, sulle rotte dei popoli del mare. Queste popolazioni... definiscono tutto ciò che forma la nostra cultura... Il giro che ho fatto questa estate si tradurrà in una serie di venti puntate che andranno in onda per 'Yacht and sail' di Sky, dal 3 ottobre alle 19.15. Trovo delle cose incredibili: mura ciclopiche, elefanti di pietra alti 5 metri... Cose che, insomma, è assurdo che le persone e, soprattutto, l’archeologia ufficiale, non abbiano già messo in relazione. E allora, è un po’ questo, il 'per caso': si cercano cose che poi, alla fine, ci sono... Come Schliemann, che diceva che là c’era Troia. E poi c’era davvero."

Ma a indagare su un eventuale collegamento Campana-Pelasgi non sono soltanto i "Turisti per caso", bensì anche noti accademici appassionati di Preistoria 'non-convenzionale'. Non abbiamo dubbi che non avranno nulla in contrario se il loro prestigioso nome viene per certi versi qui accostato a quello di specialisti della "vulgata" televisiva :  il solo scopo di Campanesionline è prendere visione di tutte le fonti che riusciamo ad intercettare, che formulino le più disparate ipotesi scientificamente accreditabili sulla nostra Incavallicata. Giorni fa, tramite email al nostro portale, ci ha segnalato l'architetto Canino che sul numero di Settembre della rivista Hera (n.119 - anno X) è uscito l'articolo "Misteri della Sila" sopra l'Incavallicata ("Io conosco l'autore dell'articolo che è il prof. Domenico Raso di Reggio Calabria - ci scrive tra l'altro - che è persona simpatica e stimabile"), del quale articolo aveva già fatto cenno lui medesimo nella conferenza dell'11 Agosto scorso a Palazzo Moro.

Lo stesso architetto Canino, che è il validissimo autore di quell'interessante libro sulle Pietre citato nel nostro réportage su detta conferenza, già nel servizio "L'elefante della Sila grande" pubblicato nel Marzo 2007 sulla stessa rivista Hera (n.86 - anno VIII) aveva scritto:
"La cosa strana (tra le altre) è che l'elefante non rappresenta un esemplare africano o indiano, poichè le zanne sono scolpite diritte verso il basso. caratteristica questa dell'Elephans Antiquus, loro progenitore diretto estintosi alla fine del Pleistocene, circa 12.000 anni fa! Provo a misurare una zanna e seppur mutilata essa raggiunge la lunghezza di 180 centimetri. Completa sarebbe circa 220 cm., esattamente la lunghezza delle zanne fossili di Elephans Antiquus ritrovato nel rione Archi di Reggio Calabria alcuni anni fa... Gli elefanti sono scomparsi dalla Calabria da molte migliaia di anni, già ai tempi di Greci e Romani non popolavano più le foreste della Sila".
E qualche riga prima: "Sotto le due figure nel blocco di roccia sottostante sono state scavate due piccole grotte. Le due statue sono lì da secoli, all'aperto in una radura assolata. I contadini del luogo se le ricordano da sempre. Chi le ha scolpite ?  E quando ?  Sono una testimonianza millenaria di una straordinaria civiltà preistorica della Calabria ?"

Ma da parte sua il prof. Raso, noto docente che tra le altre innumerevoli ricerche ha indagato a fondo sui megaliti di Nardodipace, essendo uno studioso non solo stimato ma anche attento alla Preistoria definibile appunto non-convenzionale, si muove su un terreno ancora più incerto ed insidioso. Per meglio dare l'idea della sua metodologia di approccio alle tematiche di cui si occupa, vediamo per esempio l'introduzione a suo tempo fatta da lui stesso al proprio libro "La città della porta" :
"Questi fatti sono accaduti alle Serre joniche vibonesi e catanzaresi in tempi lontanissimi, assai prima che le ciurme greche approdassero sugli arenili dello Jonio, intese a fondare fondaci e sottocolonie. Non sappiamo con esattezza come si denominasse il popolo che prescelse quelle terre come sua residenza privilegiata e sulle quali si sentì sicuro e tutelato per più millenni; di sicuro sappiamo che si trattava di un popolo del mare che leggende tardive, ancora in ambito greco, definirono genericamente “pelasgo”... tavole di creta e sculturine in pietra, raccontano distintamente e persino con ingenuità delle storie sepolte... assolutamente imprevedibili in età preistorica e protostorica, sulla montagna mediana calabrese. Quei racconti... hanno aperto sulle Serre uno scenario di antropizzazione intessuto di culti, saperi, prescritture, capacità e risorse umane che la dicono lunga su quali ricchezze ed energie ha potuto fare affidamento la civiltà greca e magnogreca per raggiungere i livelli che ha raggiunto" ( v. a questo link ).

Ne deriverebbe (ed è ancora Mimmo Canino a fornirci con una sua seconda email un prezioso aiuto per capire le ipotesi di quell'illustre studioso) che "secondo Raso... quella civiltà italica non era affatto primitiva, ma navigava in tutto il mediterraneo ed oltre, aveva scrittura, tecnologie, pittura, scultura, artigianato, agricoltura tecnologie niente affatto inferiori ai Greci, e solo perchè loro erano più bellicosi e prevalsero su questa civiltà che poche tracce ne sono state tramandate".

Ma di conseguenza... sarebbero messi decisamente in discussione tutti quei testi 'convenzionali' sulla Preistoria che affermano che in Calabria prima della colonizzazione greca c'erano popoli italici molto rozzi e poco evoluti !  Ma allora qui ci si apre davanti tutto un inaspettato e favoloso orizzonte :  una bella sfida, dunque, anche per Syusy Blady e Patrizio Roversi e la loro instancabile troupe lanciata alla ricerca di reperti probatori da filmare su tutte le antiche rotte di navigazione del Mediterraneo !  (Sempre augurando loro di non incappare invece nelle vicine, moderne rotte di quelle cosiddette 'navi dei veleni' fatte colare a picco contribuendo a disastrare l'ecosistema di quello stesso Mediterraneo che per giunta l'Enea-Cnr denuncia aver subito l'innalzamento di 1 intero grado di temperatura sulla media degli ultimi 30 anni :  ma questa è una un'altra storia, anzi due, e, ahinòi, assai meno edificanti)  Allora torniamo al nostro problema: chi sarebbero ordunque, venendo al nòcciolo, questi benedetti Pelasgi, questi misteriosi Popoli del mare ?

Ebbene, se per meglio indagare sulla Storia degli Assiro-Babilonesi si è dovuto prima affrontare un lavoro plurisecolare di decifrazione e interpretazione delle tavolette scritte in caratteri cuneiformi, se per la Storia degli Egizi è stato necessario decifrare e interpretare la scrittura dei geroglifici (e l'aiuto determinante della stele di Rosetta è arrivato solo duecent'anni fa), si può immaginare quanto possa essere lunga e ostica, oltre che specialistica, la decifrazione di di quelle 'prescritture' (cioè neanche scritture vere e proprie) cui fa cenno il prof. Raso.

E siccome più si va nello specialistico e più si rischia di minare la concentrazione di quei lettori che hanno avuto la bontà e la costanza di seguire fin qui questo nostro resoconto (e alla cui stoica pazienza va il nostro più sentito ringraziamento Sorriso ), il prosieguo di questa nostra esposizione senza pretese, ma finalizzata a ragionare un po' sul mistero dell'Incavallicata, verrà pubblicato su queste stesse pagine di Campanesionline fra alcuni giorni...

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Banner

Raf Cloud

campana(4)

 
Joomla 1.5 Templates by Joomlashack