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...con ulteriori aggiornamenti nel commento dell'informatissimo Damiano... 
Ed eccoci arrivati all'articolo del prof. Raso su Hera di Settembre '09, articolo che si legge molto piacevolmente, ma che, poiché occupa quattro pagine della rivista, cercheremo di riassumere evidenziandone i punti salienti, anche se cercando di lasciare ugualmente inalterata il più possibile la dotta ma briosa scorrevolezza del testo originale. Precisa fin da subito l'autore che... "non siamo nella Valle di Tebe ma in Calabria, sulla Sila greca crotonese, dove... è anche assai improbabile che i costruttori di quei monumenti "preistorici" si siano ispirati, a proposito dell'elefante, a un esemplare del pachiderma (per ora solo del Centro-Africa) dimorante su quelle contrade..." E d'altra parte "...quando nel 2004, grazie alla passione dell'architetto Domenico Canino, vennero alla ribalta i fatti di Campana, un vecchio amico...", compagno di ricerche, lo mise sull'avviso che ""Per capire Campana bisogna guardare allo Jonio contiguo alla Sila greca...""
La battuta gli sembrò significativa soltanto in seguito, quando si fece strada l'ipotesi, condivisa sia dall'architetto Canino sia dal prof. Sandro Guerricchio, cattedratico di Geologia applicata, che in quel sito definito "in una vecchia carta topografica del 1600 : 'Lu cozzu de li giganti' " avrebbe dovuto individuarsi la mano dell'uomo , anche se "di tutt'altro parere (continua il prof. Raso) sono gli studiosi di regime. Da anni costoro, pur di aggirare situazioni enigmatiche con i grovigli interpretativi che esse comportano, costumano degradare venerandi 'resisters' sparsi nei territori soprattutto meridionale a bizzarrie e capricci della natura".
E prosegue : "A proposito dell'elefante di pietra di Campana si e voluto precisare che esso raffigura l'Elephans antiquus o 'primigenius' presente anche in Calabria durante il Pleistocene..." ma "...quanto meno azzardato" sarebbe l'affermare "...che il gigantesco manufatto fu posto in essere da ominidi del Pleistocene"
Secondo l'autore diverrebbe necessario "...allora guardare molto piu avanti nel tempo per ritrovare degli elefanti che transitano sul suolo calabrese. Siamo ai tempi di Pirro e di Annibale (III secolo a.C.) che si portarono appresso quale deterrente bellico sul suolo italiano e calabrese degli elefanti. Ma, a parte il fatto che quei pachidermi non videro mai il suolo di Campana, gli sfortunati condottieri in terra straniera dovettero sottostare al "ruit hora" degli affanni di guerra e non ebbero certo nè il tempo nè la voglia di innalzare monumenti ciclopici o quant'altro."
Non soltanto la problematica non è di facile soluzione, ma "a complicare la questione in questo caotico meridione... spuntano fuori in territori viciniori a Campana i 'Campi di Annibale' e persino le 'Mura di Annibale' e il 'Fortino di Annibale'... l'elefante in pietra, assai meglio evidente nei secoli passati, fu collegato con le antiche mura di Pietrapaola e queste con l'elefante, senza un briciolo di verosimiglianza storica ... Scartando dunque ragionevolmente queste prime ipotesi non resta che pensare a un imprevisto e non meglio documentato contesto di antropizzazione in tempi lontanissimi del quale quelle pietre o 'registers' del suolo calabrese sarebbero testimonianza purtroppo ermetica."
Prendendo spunto dal noto servizio di Letterio Pomara su Panorama, Domenico Raso si sofferma adesso sulle presunte 'gambe' del Gigante dell'Incavallicata: "...il moncone monumentale con i giganteschi arti inferiori (7 m. d'altezza) della statua seduta pare abbia una stupefacente relazione con i giganteschi Colossi di Memnone... Ma una significativa correlazione vi potrebbe anche essere con le statue parimenti gigantesche di Anubi il dio-sciacallo, custode dei morti, tenendo sempre conto del fatto che questa divinità gli egiziani faraonici la ereditarono dai Popoli del Mare che dominarono l'Egitto da almeno 3000 anni prima dell'età dinastica. Che poi i Popoli del Mare mediterranei (di Tunisia, Libia, Egitto e Sudan) ed extramediterranei conoscessero benissimo l'elefante nel quale vollero identificarsi metaforicamente, è dimostrato da molti reperti iconografici..."
E qui lo studioso di Reggio trova un naturale aggancio con le ricerche nelle quali ha già profuso molte energie. Si chiede infatti: se "...di Popoli del Mare o Pelasgi si tratta nel caso di Campana... in quale scenario antropico-territoriale essi andrebbero inquadrati per rispetto a Campana ? Siamo obbligati, dovendo restare necessariamente in Calabria, a collegarci con l'unica énclave calabrese dei Popoli del Mare che meglio conosciamo : quella delle Serre joniche catanzaresi e vibonesi, sempre sullo Jonio della Calabria mediana. Che i Popoli del Mare di Siria, Egitto e Libia siano passati dalle Serre joniche agli inizi del VI millennio a.C. ce lo raccontano numerosi reperti non solo della raccolta Tolone Azzariti di Girifalco (CZ) ma anche del Museo private dei Fradin a Glozel in Francia e della raccolta Crespi nell'Istituto dei Salesiani di Cuenca - Ecuador. La 'Lamina di Botricello' (CZ) (vi si parla di guerrieri d'oriente) conferma la presenza dei Pelasgi oltre che sulle Serre meridionali, attorno a Nardodipace Nuovo anche sulle spianate costiere, coltivate ad orzo, del Comune di Botricello a mezza strada tra Crotone e Catanzaro Lido."
Il discorso prosegue ora con logica sempre più stringente : "Abbiamo del resto molti e significativi indizi sulla presenza, soprattutto a partire dal VI millennio a.C., di Popoli del Mare d'oriente o del secondo esodo lungo tutto lo Jonio calabrese, via via lungo la Puglia, le Marche e sino alle foci del Po. Gli Achei di Crotone, ma già a cominciare dal II millennio a.C., avevano buoni motivi per volere la fine e l'annientamento dei Pelasgi... Nella nebbia fittissima dei 'tempi perduti' e mai indagati che grava pesantemente su tutto il meridione, anche lo Jonio di Campana pulsa e ammicca a vicende sepolte dei Popoli del Mare che altrove siamo forse riusciti a restituire alla collettività. Con i piedi sulla battigia di quel mare antico e tra Crotone e Cirò Marina qualcuno sperabilmente dovrà interessarsene. In tutto quel territorio ci risultano per il momento notizie di emergenze simili a quelle di Campana soprattutto attorno a Pietrapaola, a Umbriatico anche se non possiamo contare per il momento su riporti epigrafici di prescrittura che possano dettagliare e certificare questa nostra ipotesi."
Adesso emerge qui dal contesto una tesi che qualora fosse verificata potrebbe forse avere formidabili ripercussioni : quel classico spartiacque tra ciò che va considerato 'Storia' e ciò che va considerato 'Preistoria', finora definito dal 'documento scritto', staticamente inteso, nella tesi di Domenico Raso potrebbe lasciare il posto a un discrimine che prende in considerazione anche una documentazione per così dire 'dinamica', nella quale quindi la primitività del segno godrebbe del supporto di tutta un'altra categoria di repertazione : "... i Pelasgi non comunicarono soltanto mediante la prescrittura ideopittografica ma anche mediante altri mille espedienti come la forma dei manufatti, la loro positura, l'orientamento di quelli tridimensionali, i messaggi dinamici ed ergonomici che questi potevano suggerire. Erano questi tutti elementi di comunicazione magari sottili ed ai quali non siamo piu abituati... Probabilmente a Campana il pachiderma e il personaggio di pietra dicono molto col loro essere lì, in quelle positure e con quelle movenze. L'elefante pare muoversi avanti con le zampe posteriori e pare guardi lontano forse verso il mare di Cirò..."
A questo punto il prof. Raso può consequenzialmente sviluppare una delle possibili conclusioni della sua ipotesi : "...queste notizie verranno fuori col tempo dal territorio sub collinare prossimo alle Marine joniche... Non sarebbe la prima volta che una cimasa collinare o montana possa essere servita a delle sepolture importanti... una sepoltura importante che... potrebbe addirittura trovarsi immediatamente sotto il basamento dell'elefante che in questo caso ci dice a quale regione appartenesse il personaggio sepolto. Le molte grotte trovate nei dintorni e nel corpo stesso delle statue indicherebbero gli alloggi provvisori dei costruttori di quei manufatti. Ma si tratta ovviamente solo di ragionevoli illazioni che andrebbero confortate ed eventualmente scartate se si vuole saggiare piu ampiamente e in piu direzioni il territorio di Campana. In ogni caso siamo certi che la preistoria convenzionale non c'entra affatto."
E con quelle convinte parole termina questo interessantissimo articolo di Domenico Raso. Dal nostro canto, vorremmo dire che anche noi abbiamo una certezza : e cioé che tutto l'animato dibattito scaturito dal monumentale sito dell'Incavallicata merita comunque di restare il più vivace possibile, perchè proprio in ciò consiste il sale dell'indagine scientifica ; e che la soluzione del 'caso' arrivi prossimamente, oppure il mistero perduri ancora nel tempo, è meno rilevante, sotto un certo aspetto, di quanto non lo sia l'appello alla ricerca lanciato dall'Ulisse dantesco: "Considerate la vostra semenza..."
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fonte : Hera n.116 -Settembre 2009 - anno X Mistero sulla Sila. Le statue di pietra di Campana di Domenico Raso
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Vada il più sentito ringraziamento ai nostri visitatori per l'attenzione finora prestata.
La puntata sull' Incavallicata dei Turisti per caso , a detta dei loro stessi autori, sarà la terza, dunque dovrebbe andare in onda il terzo sabato di Ottobre, all'ora e sul canale già riferiti in precedenza. Però la prima puntata della serie la potremo vedere tra ventiquattr'ore, e cioé già domani sera, e allora... : buona visione a tutti! 
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RETTIFICA IMPORTANTE :Per motivi di palinsesto e di programmazione, dallo scorso sabato 3 l'emittente Sky ha deciso di accoppiare a due a due le puntate della trasmissione sui "Popoli del Mare" di Syusy Blady. Ne consegue non soltanto che appunto l'altroieri sono state trasmesse le puntate 1^ e 2^, ma anche che la 3^ e la 4^ verranno trasmesse il prossimo 10 ottobre anziché il sabato 17 come in precedenza da noi annunciato. Purtroppo è abbastanza presente e diffuso un problema di accesso ai canali Sky, pertanto l' "allarme" ci è stato lanciato dall'architetto Canino, attraverso il Sindaco di Campana. Ringraziamo entrambi per averci fornito queste precisazioni, e cogliamo l'occasione per ricordare che comunque durante la settimana vengono mandate in replica moltissime volte, quindi chi eventualmente si perdesse le trasmissioni del sabato sera può rivederle in replica per tutta la settimana : basta consultare il palinsesto di "Yacht & sail". Chiediamo a tutti quei nostri utenti e visitatori che, oltre a poter accedere a detto canale, possedessero un Dvd Recorder e quindi le registrassero, di comunicarlo a
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