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La chiesa Matrice detta anche dell'Assunta'
 La chiesa Matrice nel rione terra è a pianta basilicale con tre navate divise da una serie di pilastri sormontati da archi a tutto sesto ed è dedicata all’ Assunta; la sua architettura ai giorni d'oggi non è più quella originale a causa dei rifacimenti, ma presenta ancora segni dello stile gotico-normanno.
Fino al 1500, la vita di Kalasarna si svolgeva tutta in quello spazio detto “borgo medievale” stretto attorno alla Chiesa Madre. Il Campanile dell’ XI secolo, a struttura quadrata, sovrasta con un arco a sesto acuto, la principale via del borgo, via Kalasarna, e s’innalza con antri sovrapposti, coronato alla fine da un tamburo ottagonale. Su uno degli archi del campanile fa buona vista la Campana, ormai in disuso, che consacrò l’unità d’Italia.


Recenti scavi sotterranei hanno consentito di recuperare le cripte sepolcrali. Sulla pietra borchiata di una delle botole di accesso alle fosse tombali della navata destra, si vede una scritta, quasi illeggibile perché consumata dal calpestio, in cui, con molta cautela si riesce a leggere “…A.D. 1362 (o 1382)…” e in alto alla scritta si intravede un leone rampante con una sagoma di Chiesa. Incastonata tra i gradini di accesso all’organo, vi è una pietra con su scritta una frase monca “ IN OPUS FIERI/D.NA IOANNA D.” Per essere interpretata, la frase può essere messa in relazione con la REGINA GIOVANNA DI NAPOLI (1343-1382) oppure con DONNA GIOVANNA D’ACRI che aveva lasciato, con atto redatto dal notaio GIO.TOMMASO FIORENTINO l’8 maggio 1567, una vigna in località Petrapertosa alla Chiesa per ottenere, in cambio, la celebrazione di una Messa alla settimana in suo suffragio.
Nella Chiesa Matrice importante è l’altare maggiore rivestito di marmi policromi a intarsio, il Crocifisso ligneo restaurato di recente, le varie tele tra le quali quella dell’Assunta. Lungo le navate laterali si snodano le cappelle o altari con la relativa statuaria, i rispettivi patronati, i cappellani e i beni dotali. Per l’incuria, il disuso e l’abbandono è, con rammarico, finito al macero l’organo a canne, di cui restavano alcuni anni fa, le canne e l’orchestra. La Chiesa, dopo i recenti restauri, è stata resa agibile e fruibile. Infatti, il parroco, sac. Don Salvatore Spataro, vi celebra la Messa domenicale vespertina e la popolazione puntualmente vi si reca.
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