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Storia di Campana

Campana è un paese della Presila cosentina situato a circa 600 metri sul livello del mare, ha una superficie di 116,68 kmq., e i suoi abitanti, circa 2100, sono detti Campanesi.

 

Vanta una storia plurimillenaria.

La presente trattazione storica di Campana é frutto delle ricerche di sua eccellenza Mons. Luigi Renzo, Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, che ha autorizzato questo lavoro in formato digitale a cura del nostro redattore Damiano Bonanno.

Ciascuna delle tre parti in cui si è proceduto alla pubblicazione tra le News di questo portale, è preceduta da una nostra introduzione, rispettivamente per i capitoli 1-2-3-4, i capitoli 5-6-7-8, i capitoli 9-10

 


La Famiglia Spinelli

Scritto da Damiano.

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Col Cinquecento inizia per Campana una nuova storia feudale caratterizzata da maggiore stabilità ed organicità. A partire dal 1505, infatti, restando nell'alveo dello Stato di Cariati, il feudo è concesso alla famiglia Spinelli, che, succeduta a Goffredo Borgia d'Aragona, lo manterrà fino al 1678, anno in cui il principe Carlo Antonio lo venderà al barone Alessandro Labonia di Rossano insieme a Bocchigliero.

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L'Antica Kalasarna

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La tradizione popolare da sempre identifica l'antica Kalasarna (o Calaserna e Caliserna nel gergo popolare) con Campana. Di ciò si son fatti portavoce soprattutto gli storici calabresi dei secoli XVI-XVIII e lo stesso poeta-scrittore campanese Francesco Marino (1624-1716).

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Il Feudo di Campana

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Con l'avvento dei Normanni si avvia in Calabria un processo di riassetto politico e territoriale di notevole importanza e significato. Nel piano di un maggiore senso dell'unità dello Stato la regione venne configurata come Giustizierato di Valle Crati e Valle Giordana.

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Monasteri Calabro-Normanni

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Il processo di latinizzazione imposto da Roberto il Guiscardo alla Calabria nei secoli XI-XII previde, oltre alla graduale sostituzione dei vescovi greci, anche l'erezione con dote di monasteri latini come "focolai di pietà per le popolazioni latine, a cominciare dagli immigrati normanni", e come motivo "di attrazione religiosa per quelle greche".

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Francesco Marino

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Nato nel 1624 da Giovanni Battista Marino e da Santa Lavonia, Francesco trascorse la fanciullezza a Campana. Nel 1634 lo troviamo tra i "chierici", che servono all'altare nella chiesa matrice. In quell'anno, durante la Visita Pastorale dell'arcivescovo Pietro A. Spinelli, viene interrogato insieme agli altri ragazzi sulle cose necessarie del servizio liturgico. Ordinato sacerdote intorno al 1647 dall'arcivescovo Giacomo Carafa, esercitò il ministero a Campana mentre era arciprete D. Fabio de Madaro.

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I Principi Sambiase

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Sul finire del sec. XVII il feudo di Campana pervenne alla famiglia Sambiase dopo che tra il 1678-1694 era appartenuto ai Labonia di Rossano. La famiglia Sambiase è una diramazione dell'illustre e potente casato dei Sanseverino. Il cambiamento di nome si deve a Ruggero Sanseverino, signore di Martorano, che lo assunse dal feudo di Sambiase in Calabria, da lui posseduto dal tempo di re Guglielmo il Malo.

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Decennio Francese e Restaurazione Borbonica nel primo '800

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Sotto l'influsso delle idee rivoluzionarie d'oltralpe, il sec. XVIII si era chiuso con un generale desiderio di cambiamento delle condizioni di vita e dello stato sociale. L'insofferenza e la spinta rivoluzionaria dei ceti poveri e contadini più che da motivazioni politiche o ideologiche erano provocate soprattutto dal bisogno di uscire da quella situazione umiliante e disumana, in cui per secoli erano stati costretti a soggiacere.

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Unità d'Italia e Brigantaggio nel secondo '800

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Il secondo Ottocento registra nel suo primo decennio un'ampia e ferma opera di ricomposizione dell'ordine pubblico da parte della casa borbonica di Napoli. Particolarmente perseguiti dalle Gran Corti Criminali provinciali i rivoluzionari del 1848 ed il diffondersi della delinquenza comune in appoggio al brigantaggio, che, per quanto sopito, non aveva mai smesso di operare.

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Il Novecento prima del Fascismo

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Se nell'Ottocento la popolazione di Campana si era mantenuta piuttosto stabile (nel 1816 gli abitanti sono 2377; 2537 nel 1828; 2365 nel 1861; 2338 nel 1881), nel corso del primo Novecento si ha un notevole incremento progressivo passando dalle 2476 unità del 1901 alle 3011 del 1921, alle 3612 del 1936, alle 4800 del 1951 per poi ridursi a 4301 nel 1961 e quindi assestarsi tra le 3500-3000 unità in questi ultimissimi anni.

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