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Scritto da Luigi
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Il paese dove contano ricchi e raccomandati.
Prima di inviare per la pubblicazione sul sito
questo commento del noto editorialista del quotidiano " La Repubblica
", ho riflettuto a lungo se ne valesse la pena pensando al fatto che
vivendo in una società ove tutto si assomiglia è difficile stabilire
ciò che è bene e ciò che è male.
All'alba di tangentopoli il giornalista e scrittore Gianpaolo Pansa già parlava e scriveva degli intrecci tra politica e affari (dal libro " Lo sfascio ").
Sono trascorsi ben diciassette lustri da quell'alba e sembra che anzichè risorgere in piena luce e trasparenza o come di solito, ormai, si usa dire " normale " la odierna società continua a vivere nel buio della notte.
A volte mi capita che pensando al domani delle prossime generazioni mi domando cosa stiamo facendo per cambiare questo modo di vivere e di pensare.
Ogni popolo si merita i governanti che ha, ripeteva spesso l'insegnante di filosofia ai miei tempi di studente ed ancora oggi questo detto è ricorrente più che mai.
Forse, la nostra è una democrazia giovane, appena over cinquanta, ed il ricambio generazionale degli uomini, presenti nelle diverse istituzioni (Parlamento-Magistratura-Ordine Pubblico....),dovrà avvenire per forza naturale, l'età.Il pensiero di mettersi da parte appartiene a qualche altro pianeta.
Non si tratta di arrendersi o di pensare negativo, la realtà è quella che si vede e viviamo tutti i giorni. La politica nobile era demandata a compiere un dovere di interesse comune, ed invece si è trasformata, prendendo il sopravvento sulle coscienze civili e, sostituendosi nelle forme più diverse al modo di pensare della gente.
La magistratura è un potere dai diversi colori, dipende dal punto di vista in cui una persona si trova. Gli industriali ed i cosiddetti poteri forti alla fine del viaggio osservano e tirano i fili del teatrino della politica.
Luigi
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