Verso la fine dello scorso Ottobre ci ha scritto Elisabeth Farao, figlia di madre campanese emigrata in Argentina, la quale in un commento dice che qualche anno fa ha conosciuto dal vivo Campana, che le è sembrata “un paradiso”. L’affermazione, pur volendo scontarle un'enfasi attribuibile probabilmente alla nostalgia trasméssale dai genitori, resta comunque degna di nota per la fascinosa attrazione che lascia trasparire. E degna di nota é anche sembrata alla nostra utente Teresa Rossano, sorella di una mia ex-allieva, conosciuta a Campana anche per la bravura con la quale esercita la professione di pettinatrice, di nome Luigina.
Pure Teresa infatti, che peraltro abita in una invidiabile località posta sulla riva di uno dei più bei laghi delle Prealpi, mostra curiosità e interesse verso il fascino che non solo il suo paese d'origine, ma anche la Calabria (e ancor più in generale l'intero Mezzogiorno), può esercitare su coloro che, non essendo 'nativi' del posto, dai loro soggiorni hanno quasi sempre ricavato, e riportato, entusiastiche descrizioni anche di quelle peculiarità che spesso il residente, essendone assuefatto, non prende ormai più in gran considerazione.
Pertanto Teresa mi ha inviato l’altro giorno gli appunti di viaggio di un suo giovane conoscente, di nome Ferdinando, chiedendo che vengano pubblicati : cosa che faccio volentieri perché mentre li leggevo mi si riproponevano sentimenti che avevano accompagnato anche i miei giovanili soggiorni nel profondo Sud d’Italia ; profondo Sud dalla cui bellezza paesaggistica ed architettonica sono stato sempre ispirato esteticamente pure io, e indotto talvolta a fissare su tela scorci pittorici anche di Campana stessa, dei quali inserisco qui a fondo pagina un paio di mie immagini dell'epoca, a puro scopo di personale testimonianza di compartecipazione.
Compartecipazione che però purtroppo, se affidata sentimentalmente alle dolci ali della nostalgia, oppure solo all’estetica delle espressioni letterarie, pittoriche o musicali, per quanto fascinose e gratificanti, è ovvio che sarebbe un po' ingenuo pensare che di per sé possa contribuire sensibilmente alla sopravvivenza del paese. Necessità, quest’ultima, che invocherebbe invece un accantonamento della dimensione personale, e una più prosaica compartecipazione rivolta alla difesa delle regole di una sana e onesta convivenza, nonché alla democratica attivazione di risposte comuni ai problemi comuni, soprattutto da parte dei residenti.
E’ di tutta evidenza che questa partecipazione tipica dell’ homo politicus non può comunque essere cercata né pretesa nei giovanili entusiasmi di Ferdinando. Il quale per quanto lo riguarda abita a Trento ed é di padre trentino, pur essendo la madre di Benevento; frequenta il 5° scientifico ed è amante di escursioni in montagna e di musica etnica, e usa inoltre viaggiare con qualunque mezzo, dalla bici all'autostop. Nelle ultime due estati, servendosi appunto promiscuamente di bici e di treno, oltre a visitare Venezia, l'Umbria, e a sostare qualche giorno in una casetta di campagna dei suoi in Puglia, è venuto però anche a Campana, ospite della famiglia di Teresa.
Nello stile più classico dei romantici ottocenteschi, i quali dei loro viaggi in Italia rendicontavano minuziosamente (e che non possono fare a meno di influenzare letterariamente un giovane liceale itinerante), anche Ferdinando durante le sue peregrinazioni lungo la penisola prende precisi appunti passo passo : ne ho quindi estrapolati qui di seguito alcuni che si riferiscono alla Puglia, poi alla Calabria, infine ancora alla Puglia, in questo suo andirivieni effettuato talvolta da solo, talvolta in compagnia, e coi mezzi di trasporto più disparati.
Ecco quanto Ferdinando appunta dunque sul suo bloc-notes :
"" Diario dei vagabondaggi nel Profondo Sud, nell’estate 2008
Sono questi dei frammenti di vita... dei piccoli passi di un lungo cammino che mi auguro di non smettere mai e che da poco ho cominciato. … Il viaggio ha avuto un fine: quello di farci ammirare desolate terre, interminati spazi, vìvere emozioni inesprimibili, forse quello di farci elevare un pochino come persone nel corso di dieci giorni di vagabondaggio... ed il viaggio ha avuto purtroppo anche una fine: a Leuca, sulla punta estrema del Tacco, o meglio, qualche chilometro più su, nella mia casetta adorata in campagna che mi ha riconosciuto, forestiero, all’imbrunire, e mi ha accolto, come sempre, nella pace dei suoi ulivi.
Puglia Noci, 29 giugno … Oggi si è pedalato parecchio. Sotto il sole caldo, afoso, arido. Una cinquina di chilometri dall’orto dove si è passata la notte fino ad Altamura, per poi giunger a Noci, passando da Santeramo. Qui il sole fa brillare ancora la sua luce fino le nove, ed io sono stravaccato sulla panchina del borghetto, di fronte la focacceria dove si è cenato. Quest’ultimo centro si è mostrato ospitale fin da subito, con i suoi poetici trulli che si perdono nelle campagne, le case antiche e l’altissima densità di anziani che lo popolano. Gruppetti di locali pugliesi di passaggio si soffermano periodicamente in prossimità delle nostre bici stracariche, mostrando arie incuriosite, d’ammirazione, o di finta indifferenza... I più socievolì azzardano qualche domanda... attaccano discorso e noi cogliamo prontamente ogni occasione per stabilire un contatto, strappare una massima, un detto, ascoltare un discorso, un qualcosa che ci resti dentro di vivo, di autoctono, di Sud. … Assaporo un attimo di rilassamento, e, nel godermi la brezza fresca che s’incanala nel vicolo, lascio adagiare i pensieri nella poesia della magica nenia popolare... Il denaro si è esaurito nelle nostre tasche e le invitanti stuzzicherie rimaste al panificio saran diletto di chi, dopo le nostre ruote, giungerà tra i portici di Noci. Per noi è tempo di imboccar la strada che ci separa dalle Grotte di Castellana, per trovar, lungo la via, un loco tranquillo ove restar...
Monopoli, 30 giugno Lerci, sudati sotto al sole cocente, caccole ancora negli occhi, salsedine a seccar il viso, appiccicosi di miele e ‘màte’ zuccherato, assonnati.,. eppur felici! Almeno io. Illuminato ogni volta dalla meta successiva, pronto a bagnar di sudore la nuova strada che dopo il passaggio... mai più si calpesterà.
Calabria Costa orientale, 7 Agosto Mattina presto. Stazione dì Cariati: si torna a casa. Dal finestrino del treno osservo quelle spiagge desolate... e quel mare. Mare di Calabria. Blu. Profondo più che mai. Quell’acqua che non ti bagna semplicemente, ma ti penetra nelle ossa. Ti costringe ad un sentimento d’affezione che non ti permetterà di stargli lontano a lungo. Questa è nostalgia pura! E già che parti, non appena il treno muove i primi passi verso casa, già senti il bisogno di tornare, già riprometti a te stesso che qui presto farai ritorno... qui. Nella terra dei briganti, e dei dialetti greci antichissimi delle foreste della Sila e dei padri di famiglia emigranti; dei colori caldi di campi scoscesi, e del mare più profondo che mai hai visto, capace di riempirti gli occhi di nostalgica commozione.
Puglia Da dove l’Adriatico e lo lonio sposano le acque... verso il mio Trentino, 11 Agosto. Domani mattina sarò a casa. Questa notte vedrò cambiare questo paesaggio sotto ai miei occhi tristi e mi scorderò per un po’ di queste terre rosse. Saluto le distese immense d’olivi. Saluto quei paesini magici, tutti bianchi, senza una tegola. Alzo il mio bicchiere di rosso Negramaro e porgo il mio inchino all'atmosfera ”du Salentu”... così avvolgente. Così mia! Radicata nelle mie ossa, nel mio sudore che puzza, puzza di Sud! Odora di Adriatico e Ionio, di “frise” e vino salentino, di Pizzica e Taranta... Saluto una parte di Me... una fetta della mia anima che gira, viaggia con me, ovunque io porti il suo profumo, mediterraneo, nel Mondo. … Al fine di ogni percorso è umano voltarsi indietro, guardare al proprio tragitto, ricordare le ombre di chi si è incontrato, mentre il tempo già allontana ogni cosa, inghiotte i particolari. … Questo perché l'attimo non ha dimensione, non ha tempo. E’ solo attimo. Tutto ciò che ci rimane è aspettare la sua venuta o ricordare il suo passaggio. Noi viviamo di futuro e di passato. Di sogni e di ricordi. … Dedico un pensiero a tutte le limpide anime che, per l’Italia, c’hanno indicato la via... regalandoci un sorriso. A tutti coloro ai quali abbiamo chiesto informazioni... sovente non tanto perché ci servissero veramente, quanto per strappare una battuta, ricevere un consiglio, “assaporare” una qualche frase in dialetto... un qualcosa di singolare, caratteristico, umano, da portare via con noi... e riporre nello scrigno dei ricordi… ""
Vada, in chiusura, un caloroso ringraziamento a Elisabeth Farao, a Teresa Rossano, a Ferdinando Bassetti, per la loro senz'altro rimarchevole sensibilità.
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