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Le ragioni di una critica radicale

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News
Scritto da Rocco Pellegrino   
Questo articolo è stato letto: 346 volte
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Quello che segue è un documento di rivendicazione politica non mediabile. La condizione drammatica in cui versa il nostro piccolo paese di montagna è tale per cui si rende necessaria una presa di posizione forte e radicale.
 
La nostra comunità assiste impotente da decenni al susseguirsi di Governi Nazionali e Giunte Regionali, senza che a queste segua un’adeguata ed incisiva azione di governo, che affronti in modo sistematico ed incisivo, gli innumerevoli problemi di cui soffre questa nostra collettività. Riteniamo a questo punto non più tollerabile, la superficialità con la quale vengono trattate questioni di vitale importanza per comuni montani come il nostro, che vivono nella propria quotidianità disservizi e limitazioni, che non sono degni di una regione che vuole essere protagonista, nelle sfide difficili che il futuro ci pone.
 
Bocchigliero ha deciso di dire Basta!
 
Basta ad una politica presente solo in occasione delle competizioni elettorali. Basta ad una logica di governo Regionale e Nazionale, che ignora l’arretratezza e i GAP del Sud, e pensa di poter affrontare questioni storicamente inscritte nel vissuto di questa terra, con piccoli scelte, che non sortiscono risultati. Basta ad una visione dove i cittadini vengono percepiti come numeri e percentuali,invece di essere considerati titolari di diritti effettivi. Il 28-29 Marzo, la comunità bocchiglierese resterà a casa invece di esercitare il suo diritto costituzionale di eleggere i suoi rappresentanti. Crediamo sia giunto il momento di porre in essere un’azione di contestazione radicale, per segnare un momento forte di discontinuità, che permetta alle idee e ai problemi di trovare la degna attenzione, all’interno dell’agenda politica regionale e nazionale.
 
I ritardi e le ineguaglianze che a questa parte d’Italia vengono riservate sono sconvolgenti. La prima e senza dubbi è quello dalla Sanità, il diritto primo di cui ogni istituzione deve farsi carico nel governare le comunità. Bocchigliero per la sua posizione geografica dista circa 50 Km dal primo ospedale, che per essere raggiunto necessita di quasi un’ora e mezza di viaggio, percorrendo una strada che definire tortuosa e pericolosa, è riduttivo. Ed è qui che il caos e l’inefficienza divengono palesi ed assurdi, la postazione di pronto intervento per l’emergenza più vicina dista quasi un’ora, e nessuna di queste è collocata nell’entroterra ,mentre i comuni della costa ionica a noi vicini (Cariati, Rossano, Corigliano) ne hanno una ogni trenta chilometri. Molti sono stati i casi di decessi negli ultimi anni, che si sarebbero potuti evitare, se si fosse potuto contare su un servizio d’emergenza rapido ed efficace. E’ inammissibile, che il diritto alla vita, formalmente prescritto in ogni documento di questa Nazione, venga nell’effettività dei servizi messi a disposizione dei cittadini, tradito e disatteso, lasciando gli individui in balia della sorte.
 
Ma se la Sanità rappresenta un mondo di disservizi e mancanze strutturali, non più rosea è la questione legata al mondo dell’occupazione. I paesi dell’entroterra calabrese stanno letteralmente scomparendo, svuotati dall’energia prima e vitale, che sono stati per secoli i suoi abitanti, che avevano cementato un rapporto simbiotico indissolubile fra ambiente naturale e comunità sociale. Di quella Calabria fatta di tradizioni, riti, dialetti, artigianato, agricoltura, restano ad oggi pochi brandelli di realtà, che con fatica riescono a resistere all’avanzare della modernità. L’aver bloccato con la 442, la forestazione, è stata una scelta sciagurata, sia da un punto di vista produttivo, visto che la Sila rappresenta uno dei boschi più interessanti e fruibili d’Italia e d’Europa, e sia perché in modo inevitabile quella decisione ha reciso una continuità di lavoro, che per moltissime comunità dell’entroterra aspro e selvaggio della nostra Calabria, rappresentava una speranza per continuare a vivere e lavorare nei nostri territori. Ed in questa cornice appare ancora più grave e desolante la scelta compiuta dal governo di Centro-Sinistra prima(che li ha istituiti)e del Centro-Destra dopo(che li ha gestiti), in riferimento alla vicenda degli LPU e degli LSU.
 
La questione qui diviene drammatica, perché è lo Stato che invece di essere fautore di una buona occupazione, ha indirizzato e poi lasciato al proprio destino, migliaia di giovani calabresi, che restano di fatto senza una prospettiva lavorativa certa, con una retribuzione ridicola rispetto al costo della vita, e con la beffa di non vedersi riconosciuti neppure i contributi. Le Istituzioni che dovrebbero far emergere dall’economia sommersa del meridione il tanto lavoro nero che esiste, divengono anch’esse creatrici di condizioni al limite della legalità ed eticamente deprecabili. Come si può pensare di risollevare le sorti di questa regione se non si mettono in campo azioni serie e concrete che permettano alle capacità e ai talenti migliori di questa terra di poter esprimere le proprie capacità sui nostri territori. La Calabria con meno di 2 milioni d’abitanti, è destinata ad essere la periferia di una nazione, che per secoli si è dimenticata di Noi. Anche in questo caso la contrapposizione è frontale, vogliamo con forza che questo scempio finisca e che ci vengano concesse le possibilità e gli strumenti, per mettere in moto un circuito virtuoso di interventi ed azioni amministrative, che fungano da volano per il futuro di questa terra.
 
Così come indescrivibile appare anche la condizione della viabilità, sia quella ordinaria sia quella legata alle opere infrastrutturali strategiche per il futuro della nostra regione.  La viabilità ordinaria (la condizione del manto stradale,la segnaletica, lo sgombero della neve nei periodi invernali) sono tutte questioni che meriterebbero di essere trattate ed affrontate con serietà ed incisività, invece di essere lasciate all’occasionalità e all’emergenza. Anche in questo caso la nostra opposizione è intransigente, vogliamo che in una logica di decentramento di funzioni e servizi, gli entri sovra-comunali attribuiscano ai Municipi, il compito di svolgere questi servizi,devolvendo e decentrando competenze e risorse, a quelle Istituzioni, che sono nella condizione di prospettare delle soluzioni concrete e rapide,che diano risposte alle esigenze dei cittadini.
 
Così come il Basta non può essere più radicale rispetto alla questione della strada di collegamento Bocchigliero-Mirto-Crosia. Sono secoli che il nostro popolo aspetta che venga realizzata quest’opera che ci consentirebbe di emancipare il nostro popolo e la sua economia, da questa clausura geografica forzata, nella quale ci troviamo confinati, permettendo di integrarci coi flussi economico-turistici, che hanno nel litorale ionico, una loro importante arteria di collegamento.
 
Non è pensabile continuare a rinviare un piano programmato e articolato di interventi ,che pongano strutturalmente le precondizioni per uno sviluppo reale della nostra regione. Fino a quando per passare da un paese all’altro dell’entroterra calabrese, impiegheremo ore ed ore, non potremo mai aspettarci una crescita della nostra regione, un serio piano di opere pubbliche, di infrastrutture che colleghino e attraversino i nostri territori, è una priorità vitale per il futuro di questa terra. La storia di Bocchigliero,è la storia di una comunità che da secoli aspetta che questa speranza si realizzi,la volevamo fortemente quando sul finire dell’Ottocento contavamo più di 4000 abitanti, ed è ancora più forte questa necessità oggi, che vede la nostra identità di popolo e di territorio, scomparire dietro i colpi dell’emigrazione.
 
L’ultimo aspetto che vogliamo mettere in evidenza,in questa disamina critica della condizione socio-economica in cui versa la nostra comunità è legata a quello che viene definito (Digital divide-divario tecnologico). Anche in questo caso siamo sempre gli ultimi, gli ultimi fra gli ultimi, a poter fruire dei nuovi canali comunicativi che l’attuale rivoluzione tecnologica stà determinando. Che si tratti di Telefonia mobile o della linea Internet veloce,del digitale terrestre o del segnale RAI della nostra rete regionale, Bocchigliero come molti paesi dell’entroterra calabrese è tagliato fuori, anche in una dinamica determinante come questa, quella cioè di chi riesce e chi no ad avere accesso all’informazione e alla conoscenza. Nessuno può pretendere l’emancipazione di una terra e di un popolo se non gli si danno gli strumenti e le possibilità per relazionarsi ed interagire con la realtà storica che intorno ad esso si muove.
 
Sono queste solo alcune delle ragioni profonde che ci spingono ad un gesto difficile e radicale come quello di non presentarci come popolo alle urne, pretendiamo che la politica si assuma le sue responsabilità e dia finalmente risposte a problemi e drammi che da secoli sono interiorizzati nel nostro vissuto comune, pretendiamo che queste questioni vengano in modo effettivo analizzate e che si determinano degli interventi che puntino ad una loro definitiva risoluzione.
 
E’ necessario e imprescindibile che venga ridata a questa nostra piccola comunità e alle tante altre che vivono le nostre stesse vicende, non solo la speranza per credere nel futuro, ma la DIGNITA’ che è propria di ogni cittadino e di ogni comunità.
 
PS:
(I popoli come i singoli, quando vedono minato il proprio naturale diritto alla Sopravvivenza, hanno il diritto, anzi l’obbligo di ribellarsi)
  
--
www.roccopellegrino.it
  

  
Quello sopra riportato é il documento (scritto da Ernesto De Rasis del Comitato promotore dell'iniziativa a Bocchigliero) inviatoci dal Presidente dell'Associazione 'Arento'  Rocco Pellegrino, in allegato a questa email :
""Ciao Gianpiero, grazie per il tuo interessamento ai problemi di Bocchigliero.
Ti scrivo perche vorrei, attraverso il tuo sito, portare a conoscenza della comunità di Campana dei problemi di Bocchigliero, che come puoi immaginare sono i problemi di Campana e di altri paesini del circondario.
Penso che tutti i Campanesi dovrebbero unirsi alla protesta e condividerla non andando a votare questo fine Marzo (sempre se ci saranno le elezioni visto come vanno le cose).
Ti prego di pubblicare il seguito di questa mail sul tuo sito esortando la popolazione di Campana a fare lo stesso.
Un abbraccio
Rocco Pellegrino""
  
Ringrazio moltissimo Rocco per la stima e la fiducia.
Una sola, marginale, puntualizzazione: questo sito non è  "mio" , é di tutti i Campanesi di buona volontà.
A Rocco ed ai Bocchiglieresi, un sincero e cordiale 'in bocca al lupo' da tutto lo staff di Campanesionline.
  
  
Immagini della protesta di Bocchigliero tratte dal sito di Rocco Pellegrino:
 
DSC01289 DSC01296 DSC01294

  

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