|
Non solo nelle aree andate in fumo, ma anche in quelle circostanti. Lo prevede la legge ed è questa la richiesta alle Regioni del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «Si tratta di intervenire con urgenza sui calendari venatori, dal momento che in molte Regioni la caccia aprirà il prossimo weekend – spiega il ministro – per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo»
ROMA – Stop alla caccia, non solo nelle aree andate in fumo, ma anche in quelle circostanti. È questa la richiesta alle Regioni del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Risultano infatti 14 quelle che sabato prossimo daranno il via alla preapertura della stagione venatoria, escluse Liguria, Piemonte, Sardegna, province autonome di Trento e Bolzano, e Lombardia (esclusa Brescia). Esclusa anche la Sicilia, dove il Tar di Palermo ha sospeso il calendario venatorio, accogliendo la richiesta di Legambiente e Wwf. «Alla luce degli enormi danni patiti dal nostro territorio per mano di incendiari criminali – afferma Pecoraro – chiedo alle Regioni un’assunzione di responsabilità per assicurare il rigoroso rispetto della legge che già prevede il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco e l’emanazione di provvedimenti per vietarla nelle aree limitrofe». Lo stesso appello al rispetto della legge era stato rivolto dal ministero in una lettera inviata nei giorni scorsi agli assessorati all’ambiente delle Regioni, dove ricordava sia il divieto sia la possibilità di intervenire per fermare la caccia «per motivate ragioni connesse a calamità» nelle aree circostanti, come appunto il disastro dei roghi. Secondo Pecoraro «è del tutto evidente infatti che gli incendi significano distruzione degli habitat naturali per la nostra fauna e le aree limitrofe a quelle bruciate sono oggi le preziose e delicate zone di fuga e ricovero per specie già martoriate dal fuoco». Quindi «si tratta di intervenire con urgenza sui calendari venatori, dal momento che in molte Regioni la caccia aprirà il prossimo weekend – spiega il ministro dell’Ambiente – per evitare un ulteriore impatto ambientale negativo». Appoggiano l’iniziativa del ministro Pecoraro Scanio le associazioni ambientaliste, che in una lettera inviata oggi al ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta chiedono una «sospensione delle preaperture nelle regioni maggiormente colpite dagli incendi come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, divieto di caccia per tutta la stagione venatoria nelle aree limitrofe alle zone colpite, nonchè moratoria della caccia nelle regioni più danneggiate quali Sicilia e Campania». Secondo Animalisti italiani, Enpa, Lav, Lac, Legambiente, Lipu e Wwf Italia «la situazione è tuttora di piena emergenza e in questo contesto va anche considerata la drammatica situazione in cui viene a trovarsi gran parte della fauna selvatica del nostro Paese». In particolare «la caccia colpirebbe alcune specie migratorie già in grave difficoltà nel reperire il cibo. Il blocco delle preaperture appare dunque un provvedimento doveroso, ragionevole e altamente responsabile». Secondo il quadro fornito dalla Lipu, sono 16 le specie interessate dalle preaperture, sei classificate come specie in declino a livello europeo, secondo i dati Birdlife International. Si tratta di allodola, marzaiola, pernice rossa, quaglia, starna e tortora.
fonte:
La Gazzetta del Mezzogiono
|