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Scritto da gianpiero.ima.
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 “Una maxidiscarica a Scala Coeli. Sarà di sei chilometri quadrati. Manca la valutazione di impatto ambientale ma iniziano gli espropri. Sorgerà insieme a un secondo 'sito' più piccolo e a gestione privata” . Sono questi i titoli e l’occhiello di un articolo di Pasquale Loiacono apparso ieri a pag.34 del Quotidiano della Calabria.
Lo riportiamo integralmente qui di seguito.
“” A Scala Coeli a breve inizierà la costruzione non di una ma di due discariche, l’una privata e l’altra, mastodontica, a gestione pubblica.
Entrambe sorgeranno praticamente nella medesima area, a sud est dell’abitato, nella “Piana della Patìa” e nella contrada denominata “Case di Pipino”. La società Bieco, dopo aver acquistato i terreni e presentato istanza e relazione progettuale alla Regione Calabria, attende solo l’esito della cosiddetta “Via”, la valutazione dell’impatto ambientale, ma sembra che i lavori siano imminenti.
La discarica si estenderà su una superficie di 60 mila metri quadrati ed accoglierà circa 100 mila metri cubi di rifiuti fino ad esaurimento, previsto entro un anno dall’entrata in funzione, giacché il conferimento medio giornaliero è stimato in 250 tonnellate. A chiusura, sarà attiva per ulteriori 15 anni (più 15 di “osservazione” post industriale) per la produzione di biogas, una fonte alternativa per la produzione di energia elettrica e calorica rinnovabile ottenuta dalla fermentazione di sostanze organiche.
I progettisti assicurano che non v’è alcun pericolo né per le popolazioni interessate (Scala Coeli, Terravecchia, Umbriatico, Crucoli, Cariati) né per l’ambiente: l’impatto ecologico sarebbe nullo.
È certo, però, che la nuova discarica sostituirà quelle ormai in fase di esaurimento di Crotone (Sovreco S.p.a.), Rossano (Biesco S.r.l.) e Celico (Mi. Ga. S.r.l.), quest’ultima mai entrata in funzione.
Ma a far paura ai residenti della zona è la mega discarica di oltre sei chilometri quadrati che ha predisposto il commissario delegato per l’emergenza dei rifiuti in Calabria.
Dell'impianto prossimo venturo non parla nessuna istituzione: non parla il sindaco Mario Salvato, l’unico che sa; non parlano consiglieri ed assessori comunali, che non sanno.
Il silenzio è stato rotto dal proprietario di un appezzamento di terreno che si è visto recapitare dal commissario regionale l’avviso “di avvio del procedimento preordinato alla realizzazione di una discarica per rifiuti solidi urbani”. Un esproprio in piena regola, poiché, è scritto nel documento, è necessario “redigere ed approvare il progetto con urgenza”.
I dubbi, espressi “a caldo” anche dal Wwf, sull’opera sono parecchi: il sito è in pendenza; soggetto a continui smottamenti e frane; permeabile; lambito da due fiumi (Nicà e Patìa); continguo ad una sorgente di acqua sulfurea; di interesse archeologico; coltivato prevalentemente a vigneto. Sospetta sarebbe apparsa anche l’eccessiva estensione che dovrebbe avere la maxi discarica prevista sul territorio di Scala Coeli. I cittadini, dopo l’arrivo delle prime lettere di esproprio, cominciano a chiedere spiegazioni soprattutto sul mancato coinvolgimento della popolazione in una decisione così importante.
Ora si aspettano queste spiegazioni.
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Fonte: Il Quotidiano della Calabria
 Crescono oggi le preoccupazioni sulla megadiscarica. Questa volta sul Quotidiano della Calabria viene citato esplicitamente, tra gli altri Comuni, anche quello di Campana, e soprattutto si solleva un dubbio inquietante: ""...la storia risalirebbe addirittura al 2001 quando l’Enea (l’Ente Nazionale per l'energia alternativa), a cavallo del fiume Nicà, nella zona compresa tra i comuni di Scala Coeli e Campana, localizzò, per il conferimento di scorie nucleari, un sito idoneo che sembra, "stranamente”, dicono i consiglieri (di maggioranza del Comune di Scala Coeli, Antonio Loiacono e Mario Bonanno) coincidere con il territorio scelto adesso"".
Per leggere l'intero articolo, anche questo di Paquale Loiacono, cliccare su questa icona 
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