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""Napoli, 5 giugno 1865. II 28 cadente circa alle ore 7 pomeridiane il brigante Capalbo Nicola, presentatosi alla mandria di Aiello Antonio sita in territorio di Campana (Calabria Citra), e guardata da tre pastori, si prese un agnello con diversi latticini, indi recansi nell'altra mandria di Manfredi Filippo facendosi dare un agnello, due formaggi, quattro ricotte e sei pani...""
Quando scrissi una modestissima presentazione a quell'impegnativa ricerca storiografica di don Luigi Renzo su Campana, che molto encomiabilmente è stata digitalizzata da Damiano Bonanno per Campanesionline, mi imbattei per la prima volta nel nome Nicola Capalbo (conosciuto anche come 'Peppazzo') leggendo appunto sul nostro portale alcuni episodi riguardanti il brigantaggio post-unitario nel Mandamento di Campana.
Ebbene, qualche giorno fa, qui a Roma, mi sono invece imbattuto in un verbale del 1865 conservato presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, e ormai non più secretato da tempo. Quello stesso del quale ho già scritto più sopra le prime righe, e che mi sembra interessante trascrivere viceversa nella sua interezza perchè costituisce un veridico flash di Storia campanese attinta direttamente da una fonte ufficiale.
Spero, del resto, di non sbagliare pensando che leggere e rileggere la Storia con animo, quando possibile, distaccato, sia per molti un'attività per alcuni aspetti anche rilassante, o comunque istruttiva con diletto, specialmente quando, sopra i fatti narrati, riescano eventualmente a predominare le inusuali e colorite espressioni linguistiche dell'epoca. Buona lettura.
"" COMITATO DELL'ARMA DEI CARABINIERI REALI Ufficio dell'Ispettore delle Legioni Meridionali
AI sig. Luogotenente Generale
Comandante Interinale
i1 6° Dipartimento Militare, Napoli
Napoli, 5 giugno 1865. II 28 cadente circa alle ore 7 pomeridiane il brigante Capalbo Nicola, presentatosi alla mandria di Aiello Antonio sita in territorio di Campana (Calabria Citra), e guardata da tre pastori, si prese un agnello con diversi latticini, indi recansi nell'altra mandria di Manfredi Filippo facendosi dare un agnello, due formaggi, quattro ricotte e sei pani e portato tutto nella prima mandria ordinò ai mandriani di tosto uccidere gli agnelli e farli cuocere.
Nel dare questi ordini s'accorse che il mandriano Rossano Antonio era scomparso e sospettando si fosse recato in Campana ad avvertire la Forza, si mise ad inseguirlo. Il Rossano si era difatti recato in paese ad avvisare quel Capitano Comandante la Compagnia di Bersaglieri che tosto partì colla sua Compagnia ed alcune Guardie Nazionali alla volta della mandria.
Il brigante arrivato al Calvario alla vicinanza del paese vedeva la Forza e si appiattò. I militi Rovito Giuseppe di anni 24 e Lautieri Agostino di anni 27, ambi di Campana, rimasero alquanto indietro dall'altra Forza e passando il luogo detto Calvario ove era appiattato il brigante sentironsi dare il chi va là a cui risposero Guardia Nazionale. Il brigante allora sparò contro essi un colpo di fucile, una palla colpì nel petto il Rovito che cadde cadavere, altra palla colpì il Lautieri sotto la mammella sinistra che gli causò una ferita dichiarata pericolosa di vita. Quest'ultimo sparò pure il suo fucile e il brigante fuggì.
Il Capitano dei Bersaglieri intese i colpi e supponendo che fossero segnali per far fuggire i briganti accelerò il passo, e giunto alla mandria trovò la carne già cotta con tutti gli altri oggetti e i due mandriani che attendevano il brigante. Dopo di aver perlustrato tutti i dintorni, all'alba del 29 nel rientrare in residenza venne in chiaro il doloroso fatto. I Distaccamenti tutti sono in moto in traccia della comitiva Palma alla quale appartiene il Capalbio.
Il Luogotenente Generale Ispettore
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