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Presso il Museo Civico dei Brettii di Cosenza, nel complesso monumentale di Sant’Agostino, si è svolta la prima giornata del Convegno “L’Archeologia trafugata, tra tombaroli, mercato clandestino, web”, organizzato dal club Unesco con il patrocinio del comune di Cosenza, durante il quale è stato anche ribadito che sarà ripreso, nei prossimi mesi, un progetto per la realizzazione di un Laboratorio di Restauro nel centro storico di Cosenza, probabilmente proprio nel complesso di Sant’Agostino.
Allo scopo, inoltre, di accreditare presso i giovani il concetto che l’archeologia è una scienza basata su di una precisa metodologia e non sull’approssimazione, e che conseguentemente i reperti necessitano di trattamenti particolari che possono venire garantiti solo da esperti del settore, si è voluto anche confermare che insieme con il Nucleo di Tutela dei Carabinieri di Cosenza si sta elaborando un progetto, rivolto al mondo della scuola, di educazione alla legalità relativamente ai ritrovamenti di oggetti e vestigia che possano interessare la sfera dei beni culturali e specificamente archeologici.
Durante i lavori l’architetto Domenico Canino, l’apprezzato studioso di reperti, e archeologo per passione, ben noto a Campanesionline ed ai campanesi tutti, all’interno di un intervento gravitante anche su una archeologia non convenzionale scevra di preconcetti, ha mostrato col videoproiettore una parte degli inestimabili tesori dell’archeologia calabrese non ancora ufficialmente riconosciuti : dalle rocce dell’Incavallicata, ai numerosi reperti di Girifalco, risalenti forse a una remota civiltà pelasgica, agli scavi di Sibari, non sufficientemente valorizzati nonostante l’indiscutibile importanza.
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