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Home > News > Flash news > La 'discesa' in campo del Vescovo di Locri, Giuseppe Morosini

La 'discesa' in campo del Vescovo di Locri, Giuseppe Morosini

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News - Flash news
Scritto da gianpiero.ima.   
Questo articolo è stato letto: 1150 volte

  

Per la verità è una 'discesa' in campo che dura da parecchi anni : una partita antica contro la 'ndrangheta giocata senza timori e senza peli sulla lingua. L'avevamo già scoperto tempo fa riportando brani di una sua intervista al giornalista Giuseppe Baldassarro, al quale tra l'altro aveva detto "..forse, bisognava essere più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida".

Poi una settimana fa ha detto : "Questa nostra terra che i suoi stessi figli... stanno umiliando con l'illegalità...  In questo Santuario... è stato fatto l’insulto più violento alla nostra fede e alla tradizione religiosa dei nostri padri". Anzi lo ha gridato proprio il giorno della festa più antica per San Luca, nella chiesa dove si venera la Madonna di Polsi, nel medesimo luogo nel quale giusto un anno fa si erano radunati, con l'appuntamento di sempre, tutti i capi dei mandamenti della "Tirrenica" e della "Jonica" a celebrare il "Capocrimine" :   nel medesimo santuario detto della Madonna della Montagna.  La stessa montagna, boss-san-lucal'Aspromonte con le sue gole e i suoi anfratti impenetrabili, in cui durante solo qualche decennio or sono venivano consumati frequenti reati di sequestro di persona per estorcere riscatti in danaro. Adesso la 'ndrangheta ha preso a consumare di preferenza reati da "colletti bianchi", appalti, finanziamenti illeciti, ma la bruta rozzezza malavitosa della criminalità organizzata é ancora rimasta quella di antico stampo vetero-rurale, come ben si può vedere nelle immagini girate di nascosto dai carabinieri proprio a Polsi, e divulgate nello scorso metà luglio.

"La Chiesa... vi invita alla conversione... - riferisce il quotidiano dei Vescovi, Avvenire, citando appunto l'omelia di qualche giorno fa di Monsignor Morosini. E le parole sono chiarissime e nettissime:  "Non c’è alcuna cosa che ci lega, cari fratelli che avete scelto la strada dell’illegalità per costruirvi la vita, le vostre ricchezze, il vostro potere, il vostro onore. Lo ripeto, non c’è nulla che possiamo condividere. I nostri cammini non si congiungono a Polsi, se mai si dividono ancora di più..."

E, nelle ultime righe dell'articolo, Avvenire continua il reportage citando gli elementi sui quali secondo Morosini sono fondati i comportamenti illeciti :  " ...sull’egoismo ( che  'è alla base di tante forme di violenze' ) sulla mancanza di rispetto dell’altro, e, in modo particolare, sulla  'sopportazione dell’illegalità, della nostra mancanza di coraggio nel denunciare il male, lasciandolo così prosperare' "

Ci voleva. Finalmente si sente parlar chiaro, senza perifrasi, e dire pane al pane e vino al vino.  Ci voleva, e ci vorrebbe pure su tante altre cose, da parte anche di tanti altri e dappertutto.

  

 

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