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Poesia di Giovanna Gentile.
L'abbiam cercata, desiderata, e perchè no, anche invocata questa bella nevicata.
All'insegna del buon vino, di una buona soppressata, ogni vicolo ha imbiancato.
Con gran lena e quatta quatta ogni sagoma è scomparsa. Or quel detto che la dichiara portatrice di abbondanza, lo smentisce ed a buon vanto il nostro stato di sudditanza.
Sora Acqua e sora Luce tutti al buio hanno lasciato e chi nel moderno si è trovato, si è anche poco riscaldato!
Quante chiacchiere all'unisono... ma transitare è assicurato, con buon cuore è confermato.
Giorno e notte è un'alternanza, stare al buio che stravaganza! La baldanza del moderno si misura in pieno inverno... ma così va questo mondo: Chi va a fondo nei disagi e chi sguazza in mille agi.
Tu lo senti anche al TG, sia a sera che a mezzo dì: "Se le tasse tu non paghi pure i servizi sono vaghi".
Or facciamo una retata che bellissima trovata! Nord, Sud e la Capitale, chi si merita i gran mali?
Or prendiamola a scherzare alle porte è il carnevale. I disagi spariranno senza onta e qualche danno, queste orribili giornate saran ricordo nell'estate.
Nota esplicativa di Francesco Donnici:
Questo breve componimento vuole essere la trasposizione in versi del pensiero e delle impressioni maturate da chi ha vissuto in prima persona il disagio arrecato alla popolazione campanese dall'ultima ingente nevicata.
Più che semplice trasposizone però vuole ergersi anche ad interrogativo sul perchè ad oggi, nell'era delle moderne tecnologie un paesino, come tanti altri, si sia visto mettere in ginocchio fino a far maturare nei suoi abitanti, una serie di cattivi e tristi pensieri che hanno portato a rinnegare ed addirittura a disprezzare la propria origine e il proprio status. Questo interrogativo viene così sviluppato in una serie di passaggi che rappresentano tutti i punti di vista maturati in questa vicenda, partendo dalla anche "infantile" felicità per l'avvento della neve che si tramuta nella voglia di fare nel rispetto della propria origine e storia che contraddistingue la popolazione campanese. Poi il disagio, la delusione, la mobilitazione, la testimonianza finale che contro mille ed inaspettate avversità il nostro paesino riesce ancora una volta a ripartire,non senza difficoltà, non senza le immancabili polemiche, nella consapevolezza di chi si sente vivo e sente vivo ciò che ha intorno a se nella volontà di liquidare la vicenda in una nota ironica destinata a diventare ricordo da condividere sotto il sole estivo. Il messaggio implicito di questa poesia è che il disagio, l'indignazione e qualsiasi altro sentimento si possa maturare in queste sgradevoli situazioni non deve tramutarsi in una controproducente polemica, ma nella voglia di fare, di ripartire, sempre e comunque, contro qualsiasi avversità, perchè è solo così che il nostro paese può ancora sperare e non in un domani migliore, ma semplicemente di avere un domani. |