FINALMENTE IL TERZO !!

Scritto da gianpiero.ima..

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8Come ogni promo che si rispetti, anche questa per l’uscita del 3°CD dei Calabria Logos è quasi d'obbligo storicizzarla un po’, non tanto per rammentare a Carlo Grillo (beninteso bonariamente) che, dal preannuncio che me ne fece quasi agli albori della civiltà del bronzo è passato più tempo di quello solitamente attribuibile a un paio di glaciazioni, quanto piuttosto per abbozzare qualche cenno di presentazione, di gruppo omonimo e di padre fondatore, per quei quattro gatti residui e disattenti che dalle nostre parti ancora non li conoscessero.

E allora, rivolgendomi a costoro: Grillo chi? Se dovessi guardare alla mia storia personale, il primo Grillo che conosco già da quando andavo all’asilo delle suore Carmelitane è stato un mio coetaneo nipotino di un Grillo noto produttore di macchinari agricoli in quel di Cesena; e l'ultimo è il 'patron' del Movimento 5 Stelle, notoriamente di Genova. E se tralasciamo il più noto di tutti (quello che Pinocchio tentò di spiaccicare screanzatamente sul muro) di cui mi fu narrato tra il primo e l'ultimo dei suddetti, ecco che è proprio lì che per me s’incunea imponendosi a buon diritto il Grillo artefice dei "Calabria Logos", cioè Carlo: il cui nome peraltro non è quasi mai disgiunto, nelle numerose tracce sonore lasciate dalle loro applauditissime tournées, dal fratello Antonio.

1E poiché, veramente, in tal contesto la mia storia personale non c’entra nulla più che il classico cavolo a merenda (senonché ci tenevo assai a far sapere che suor Germana mi aveva fatto imparare a memoria la fiaba del Collodi), fa d’uopo piuttosto riconoscere che nel presentare i due fratelli non si può proprio prescindere dal menzionare la fondazione, cioè l'atto di nascita certificato, di quell'associazione che risponde al nome di "Associazione Culturale Calabria Logos". Francamente, così sui due piedi, non saprei dire se a Carlo qualche intervistatore particolarmente curioso abbia mai chiesto il perché della scelta di quel nome per battezzare la sua creatura nel luglio del 2000, quando stava per emettere i suoi primi vagiti: ma sta di fatto che è un bel nome ellenizzante che richiama alla mente la Magna Grecia, e se a Carlo è piaciuto, nessuno si lamenta, a me non dispiace affatto, e dunque va bene così.

2Del resto sta bene così anche perchè il nostro, oltre a una estrosa vena artistica, possiede una personalità arguta e discretamente carismatica: come del resto ben dimostra quando intrattiene con gli amici sulla sua pagina Facebook un piccolo cenacolo in cui gli argomenti spaziano dalla musica, ai proverbi e scioglilingua e indovinelli dialettali, alla fotografia provocatoria; talvolta lui si permette di deragliare di qualche millimetro prestando un po' il fianco a critiche di sessismo (come quando distorce le dissacrazioni di quell'incorreggibile provocatore di Helmut Newton), epperò no problem: appartiene, quel 'deragliamento', a una tipologia di licenza che agli artisti da che mondo è mondo non si è mai negata.

6Ma perchè proverbi e scioglilingua e indovinelli dialettali? Oh, bella! ma perchè "Calabria Logos" è statutariamente Associazione Culturale per la riscoperta e la rivalutazione delle tradizioni popolari calabresi: e siccome tra queste non soltanto c'è il linguaggio parlato, ma notoriamente c'è anche il folklore musicale, mentre Carlo gioca ai quattro cantoni con bizzarri scioglilingua vernacolari, Antonio suda otto camicie appresso alla costruzione di tamburelli e tammorre nel laboratorio artigianale all'uopo allestito.

No, facezie a parte, va dato a Cesare ciò ch'è di Cesare: se Antonio dal suo canto è pure la voce solista durante gli spettacoli, Carlo va detto ch'è anche il geniale compositore delle musiche, e talvolta pure dei testi. Ed entrambi hanno lavorato molto e bene, anche assieme a tutti i componenti la band, con relativo armamentario strumentale al seguito, per la rivalutazione appunto delle tradizioni popolari musicali calabresi.

4Adesso, coloro che fin da ragazzini hanno percorso un itinerario di competenze musicali dall'iniziale solfeggio fino alla composizione di heavy metal hard-rock, certamente si chiederanno che razza di promo di CD musicale è mai questa, dove, tra macchinari agricoli, suore carmelitane, cavoli e ‘patron’ di movimenti politici, la musica la fa da cenerentola. Il fatto è che il sottoscritto quando portava i calzoncini corti aveva iniziato sì col solfeggio, ma prima ancora di poter passare alle tappe successive ha dovuto smettere e riciclarsi in altri generi di attività. Epperò, ciononostante, il primigenio amore ha sempre continuato a coltivarlo in sordina, progredendo piano piano e riuscendo poi perfino ad arrivare a distinguere una tarantella da una schiarazula-marazula friulana; almeno per esclusione (e dàgli ancora con la storia personale che c’entra come il cavolo! …sul mio onore prometto che è l’ultima volta!).

3Mi sia però concesso precisare solo più che, pur non potendo vantare specifiche competenze, adoro la musica etnica e non riuscirei proprio a capire come potrebbe essere possibile non apprezzarla. Del resto basta chiedersi: quali linguaggi spontanei migliori della musica e della danza un gruppo umano, un'etnia, potrebbe adottare per generare l'input che lo aiuti a catapultarsi coralmente nella mischia, quotidiana e millenaria al tempo stesso, per la propria sopravvivenza ovviamente non disgiunta dalla propria identità?  Ogni gruppo etnico, a guardar bene, possiede la propria musica popolare, che col passar del tempo si è stratificata in una tradizione gelosamente custodita. Ed è proprio la cura meticolosa e metodica che i suoi curatori le dedicano, a fare, di essa, musica popolare e non invece approssimativamente populista (secondo la confusione di aggettivi che al presente va tanto di moda).

10E Carlo e Antonio Grillo hanno inteso meritoriamente inserirsi nella categoria di quegli artisti, validamente impegnati, che la tradizione musicale calabrese si sforzano di custodirla, arricchirla e riproporla. E’ un impegno che anche su questo nostro portale abbiamo avuto modo di descrivere più volte, come nello stimolare accese tifoserie a seguire minuto per minuto il progressivo incrementarsi dei punteggi assegnati durante le gare canore a cui partecipano, o anche nel descrivere e pubblicare, per esempio (come si può ancora vedere a unknown questa pagina di Campanesionline), il breve video di un’epica quanto gustosamente bonaria sfida di qualche anno fa tra folklore calabrese e folklore romano.

5Per non dire, inoltre, che Carlo questo faticoso lavoro teso a individuare le catapulte di cui sopra, a sgrossarle, ad affinarle, sempre nel rispetto della loro originalità, lo sta portando avanti da quasi mezzo secolo: basta farsi un giretto sulla pagina Youtube del gruppo (http://www.youtube.com/ user/calabrialogos) per vederlo, descamisado e scapigliato nei suoi bei verdi anni (e immancabilmente barbuto, ça va sans dire) cimentarsi con canzoni vernacolari di cui ha scritto musica e testi, magari talvolta rimaneggiando sapientemente precedenti prodotti musicali o almeno ad essi ispirandosi.

Ne sono nate melodie incantevoli, da Si muaru, a Ti rivigli, alla struggente Ninna nanna, a numerosissime altre: un mix di musicalità che, pur con tutta evidenza mediterranea, richiama sorprendentemente talvolta cenni di hot jazz, talvolta cenni di blues. Ne sono nate sonorità corpose e talvolta aggressive, come quelle partorite con passione (e forse, chilosà, anche con dolore) nei riferimenti a vicissitudini storiche mai cadute in oblio, che non di rado sembrano contaminare gli antichi accenti etnomusicali con i meno antichi ritmi pop.

9E tra quei riferimenti storici, e la studiata cura tesa a mantenere alla musica una connotazione, come già detto, popolare e non populista, sta a mio avviso la validità dell’impegno dei Calabria Logos: perché la mancanza di esse rischierebbe invece di far venir meno la cifra culturale dell’intero progetto, facendolo inutilmente naufragare nel vastissimo mare della banalità, se non anche in quello ancor più vasto (ahinòi!) del selvaticume che di questi tempi sta sempre maggiormente erodendo i salvifici approdi di terraferma più rispondenti ai valori umani, che anche il linguaggio musicale, tra gli altri, ha perseguito nei millenni ad ogni latitudine.

Per concludere nel merito, infine, questo il 3°CD dei Calabria Logos, come ci dice lo stesso Carlo nelle pagine Facebook dedicate al gruppo, ha per titolo “MARI MARI” e contiene i seguenti 16 brani:
Mari Mari (Carlo Grillo)
Canto del cantastorie (G. Deni – C. Grillo)
Re Bifè (Otello Profazio)
Za Rosa (Carlo Grillo)
Arbiru (Carlo Grillo)
Cosentino s week (T. Chiappetta – C. Grillo)
A Campana (Carlo Grillo)
Famme lu suonnu (Trad. – C. Grillo)
Si vu amata (Carlo Grillo)
Don Già (T. Chiappetta – C. Grillo)
Ninna nanna sarda (Tradizionale)
Giginu u miagliu du Cimbalinu (T. Chiappetta – C. Grillo)
U lamientu di lu cumpagnu (D. Salerno – C. Grillo)
Gallinella zoppa zoppa (Carlo Grillo)
Lu mbidiusu jettaturu (D. Salerno – C. Grillo)
Ma un è cussì (G. Deni – C. Grillo)

Da parte di Campanesionline i migliori auguri di un più che meritato successo.

 
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