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IL PLUSVALORE DELL' UMILTA'

Scritto da gianpiero.ima..

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doniaibimbiPer averci affrancati da una vecchia promessa, dobbiamo dei ringraziamenti al Colonnello Parrotta. Della sua missione afghana scrivemmo in tre articoli, nell'aprile'09, nel unknown giugno'10 e nel unknown novembre'11; e uno di questi, unknown quello del 2009, ospitò anche vivaci riflessioni, nei commenti, sul valore della esemplarità e sugli stimoli che può conferire all'interno dell'ambiente d'origine oppure, al contrario, all'esterno di esso. In seguito, nel settembre del '13 venimmo a sapere che a Giacinto era stata conferita l'onoreficenza della "Croce d'oro al merito dell'Esercito".
 
Non ci meravigliammo perché pochissimi giorni prima, durante una bella serata pietrapaolese, le sue mansioni all'estero e relative difficoltà ce le aveva narrate lui stesso: di persona ma con un atteggiamento improntato a una umiltà rara ed estremamente accattivante.

Maturammo l'idea di fare sul portale non una semplice flashnews ma una specie di intervista, e a questo scopo lo ricontattammo via email.

Rivelandogli la nostra intenzione di pubblicare la notizia della "Croce d'oro", gli ponemmo due domande abbastanza provocatorie, con cui in sostanza gli si chiedeva: 1. se a suo avviso gli interventi armati in altri Paesi possano rispondere ad appetiti di vantaggi economici "nazionali" (oltre a quelli geopolitici) coperti da giustificazioni rifacentisi più o meno sinceramente ad alti ideali ;  e 2. se quelle volte in cui si verifichino insufficienze o ammanchi o distrazioni di risorse stanziate in conseguenza di quegli interventi, ciò secondo lui potrebbe imputarsi di più alla disonestà dei politici alla fonte, oppure a disattesi regole e controlli in ambiente militare.

Più che fare un riassunto, ci sembra ora più consono (chiesta ieri e ottenuta autorizzazione), riprodurre qui testualmente la sua risposta:
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innanzitutto mi fa molto piacere risentirti. Durante il nostro incontro a Pietrapaola abbiamo avuto poco tempo per uno scambio di idee più approfondito. In quella occasione, e in particolare dai tuoi articoli su campanesionline, traspare evidente, oltre alla tua onestà intellettuale, la tua voglia di affrontare le varie problematiche sociali nel suo profondo e nella ricerca continua della verità delle cose.
Per quanto attiene i tuoi due interrogativi:
- Io penso che quando i cosiddetti “Paesi civili” intervengono in un’area di crisi, lo fanno per diverse motivazioni (geopolitiche, economiche, sociali, etc.) che, in un mondo sempre più globalizzato, sono strettamente interconnesse tra di loro. Sicuramente, come tu dici, la motivazione di trarne prima o poi vantaggi economici è quella che ha una valenza maggiore. Questo naturalmente vale molto di più per le cosiddette “Grandi Potenze”. Per quanto attiene l’Italia, noi in aderenza all’art.. 11 della nostra Costituzione, operiamo al fine della realizzazione della pace e sicurezza in conformità del diritto internazionale e alle determinazioni dlle organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte. Dal 2003, siamo in Afghanistan a sostegno della Risoluzione ONU n. 1386.
- Per quanto attiene il secondo interrogativo, la storia ci testimonia che in Italia, gli sprechi delle risorse pubbliche sono avvenuti e avvengono a tutti livelli della politica e senza nessuna distinzione di appartenenza politica. Sicuramente ci sono buoni e cattivi politici/amministratori ma io penso che non sia giusto fare di tutta l’erba un fascio. Per quanto attiene, in particolare, agli stanziamenti per la difesa, io posso garantirti che in ambiente militare c’è un rigoroso sistema amministrativo di controlli incrociati, proprio per il complesso e sperimentato sistema di applicazione delle regole che è molto difficile sperperare o abusare delle risorse pubbliche. Quindi, lascio a te immaginare la risposta al tuo quesito.

Infine, ti prego di non fare nessuna pubblicazione sulla mia decorazione perché penso che l’iniziativa sia partita da Vincenzo Germinara. Ho reso partecipe Vincenzo della notizia in quanto ero sicuro che gli avrebbe fatto piacere. Vincenzo mi è stato molto vicino durante la mia missione in Afghanistan e ci legano sentimenti di stima ed affetto. Quello che io ho fatto in Afghanistan, mi è già stato ampiamente riconosciuto dal popolo afghano. La riconoscenza degli Anziani dei villaggi e il sorriso dei bambini afghani rimarranno sempre nel mio cuore e nella mia mente.
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Ogni nostro ulteriore commento ci pare superfluo, soprattutto perché lo abbiamo già espresso nel titolo dato a questo articoletto. Ci avviamo pertanto alla conclusione subito dopo aver riportato l'email della nostra risposta:
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Vincenzo mi aveva semplicemente segnalato la relativa webpage sul portale del Quirinale: gli sembrava forse anormale che non lo pubblicassimo, e probabilmente anche per motivi affettivi; veramente anche a me lo sembra, per motivi di informazione 'campanese' (che sono la mission che ci siamo dati). Comunque, nonostante che su un fatto pubblico mai privacy dovrebbe prevalere, personalmente sono dell'idea di rispettare il tuo desiderio. Se ci ripensi, diccelo: al momento non mi resta che regalarti lo snapshot (v.allegato) che avevo preparato per una pagina di CampanesionlineSmile .
Sono ben lieto per te per quanto riguarda le gratificazioni (umane e non di metallo) che alimentano i tuoi ricordi, e sicuramente contribuiscono a plasmare il tuo carattere e a programmare i tuoi obiettivi futuri. Ne ho anch'io assaggiate alcune qualche anno fa nel terzo mondo, e so che molto importante è che non diventino un semplice piacevole retaggio della memoria, come non raramente succede a chi ormai non è più dato di stare sulla brecciaSad .
Ma non voglio annoiarti oltre: ti ringrazio molto per avermi esposto le tue valutazioni e ti saluto con viva cordialità.
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E naturalmente abbiamo ripescato ora, dal nostro "Cestino" del desktop , lo snapshot del comunicato del Quirinale che non utilizzammo allora, e che invece, adesso che l'onoreficenza gli è stata materialmente consegnata, vi mostriamo qui sotto.

Però un'altra cosa la vogliamo dire: tra tutto il materiale fotografico che abbiamo potuto racimolare a proposito della bellissima "avventura umana" di Giacinto al comando del PRT (Provincial Reconstrution Team) di Herat, l'immagine che più siamo felici di mostrare qui in appendice è quella di una letterina semplice semplice di ringraziamento indirizzatagli da un bambino afghano. E non abbiamo alcun dubbio che la magnifica, innata modestia di Giacinto gli farà sicuramente apprezzare questa nostra scelta.

dettagliodecorato2
 Motivazione:  Comandante dell'Unità di Ricostruzione Provinciale di Herat, fornendo un costante e intelligente concorso alle istituzioni afghane nei settori dello 'sviluppo' e della 'funzionalità delle istituzioni governative' nell'intera provincia di Herat, riscuoteva unanimi consensi e il plauso delle Autorità afghane, governative, militari e civili, nazionali e straniere. In particolare, con somma perizia, seguiva in prima persona lo sviluppo dei lavori del terminal dell'aeroporto di Herat, consegnato, il 13 febbraio 2012, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. Fulgida figura di Comandante che ha contribuito a dare lustro e prestigio all'Esercito italiano. Herat (Afghanistan), ottobre 2011 - aprile 2012".

   __________

  
lettera bambino afghano   

   

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