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LE MOLTEPLICITA' DELL'EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Scritto da gianpiero.ima..

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flag2Tra un paio di giorni inizia la primavera. Dopo il lungo letargo invernale il nostro elefante, su all'Incavallicata dove troneggia sovranamente da millenni, potrà finalmente esporre a più tiepidi raggi del sole la sua lunga rocciosa proboscide.

Se farà bel tempo.

In caso contrario sarà primavera lo stesso, perché il giorno dell'Equinozio convenzionalmente simboleggia l'inizio della bella stagione.

Anche grazie ad Aloysius Lilius, il medico, astronomo e matematico cirotano, si potrebbe dire un professorone, che nel Cinquecento fu capace di progettare una non facile riforma del calendario gregoriano: e che, per l'appunto, quel giorno a Cirò (dove malgrado tutte le sue competenze non viene considerato un precursore dei 'radical chic') verrà festeggiato con la "7^ Giornata regionale del Calendario" istituita in sua memoria.

Ricorrenza non tradizionale invece nei paesi circonvicini, quindi neppure a Campana; però nulla vieta che al primo giorno di primavera possa venire attribuito comunque qualche altro significato specifico, in sintonia con l'immancabile ripresa di vitalità della natura.

Un significato particolare all'inizio della Primavera è stato implicitamente immesso nell'invito, dell' "anti-sovranista di sinistra" Romano Prodi, di esibire quel giorno a tutte le finestre pubbliche e private la bandiera dell'Europa.

Nonostante che questo portale sia apartitico, e nonostante che Prodi sia antipatico, e nonostante ancora che il "sovranista di sinistra" Stefano Fassina subito sia scattato a contestare l'iniziativa, e nonostante infine che il "sovranista di destra" Steve Bannon, fondatore della rete internazionale "The Movement", per ora lì non abbia messo lingua, devo francamente dire che quell'idea, una volta sgombrata dalle polemiche da cortile, io non la vedo affatto malvagia.

Difatti, secondo me, né l'una, né l'altra, né l'altra ancora di quelle cose c'entrano un fico secco. O al massimo molto marginalmente: e allora chissenefrèga dei battibecchi riduttivi all'interno di destre e sinistre.

La questione non è di politica spicciola ma è assai più consistente, e molti campanesi lo comprendono bene già subito 'a pelle', soprattutto della mia generazione.

E anche della generazione successiva, non certo mancante anch'essa di altrettante sensibilità e intelligenze, metterei la mano sul fuoco per tanti giovani, ma per alcuni in modo particolare.

Cioé potrei giurarci che, così come per me, gli parrebbe un sacco bello giovedì prossimo veder coi propri occhi sventolare a Campana da qualche finestra la bandiera dell'Europa, essendo essi giovani particolarmente documentati sul profondo significato di alcuni simboli. Come per esempio Luigi Chiarello, o come per esempio Francesco Donnici: senonché l'uno è certamente impossibilitato dalle molteplici incombenze a muoversi, e l'altro, anch'egli lontano, in tal data sarà a Siena alla annuale "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie".

Ricordo che diceva il primo, intervistato ( unknown v. link) per 'Soloquantonevica' da Francesco Cerenzia un paio d'anni fa: "...Per questo, oggi come non mai, servirebbe un presidente dell’Europa unita eletto dai popoli europei, con un governo democratico i cui membri siano legittimati dagli eurodeputati, e il contemporaneo rafforzamento dell’Europarlamento.... "

E a mio avviso non pare superfluo sottolineare aggiuntivamente che in questo nostro territorio europeo, in Età Moderna cioé dal 1492, quando non era l'Austria asburgica ad aggredire l'Ungheria, era la Spagna borbonica a devastare l'Olanda, o era la Francia a guerreggiare col Portogallo, oppure tutti e due a invadere l'Italia, e via così in un continuo crescendo poco populistico e molto dinastico di fattive esibizioni muscolari ad uso continentale interno; e che, anche soltanto dal 1789 cioé in Età Contemporanea, i campi di battaglia sparsi in lungo e in largo dall'Atlantico agli Urali e dal Mediterraneo al Mare del Nord, si sono contati a centinaia, e i morti a milioni tra militari e civili, con l'ulteriore devastante corollario di due catastrofiche guerre mondiali negli ultimi cento anni.

E allora penso che dunque, a fronte di questa poco esemplare capacità di negoziazione dei contrasti intestini, l'Europa unita, e non ri-frammentata in autonomi orticelli, serve altroché.

E non solo a scopo di smetterla di intasare periodicamente cimiteri, gasifici e fosse comuni, ma anche, e particolarmente, in presenza delle attuali manovre divisive e interessatamente destrutturanti che ben si scorgono sullo sfondo della competitività aggressiva ormai tipica delle strategie egemoniche a livello planetario (cui già si cennava su questo stesso portale a unknown questo link).

Ci possono fare un pensierino allora i campanesi di buona volontà, affinchè il giorno dell'Equinozio di Primavera non ci si limiti soltanto alla esposizione unica ed esclusiva delle bandiere istituzionali (quando pure avviene).

Comunquesia, molto più scettico che speranzoso (non ultime le difficoltà di procurarsele in loco), per quanto mi riguarda sono e rimarrò in ogni caso dell'idea che ciò sarebbe nell'interesse di tutti.

   

 GettyImagesBIS 2667909

   

   

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