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Rigel è il nome di una stella. Ma anche di una delle "navi dei veleni"...

Scritto da gianpiero.ima..

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A mano a mano che l’opinione pubblica prende coscienza dappertutto della tremenda problematica dei rifiuti nocivi (vedi anche la protesta in corso a Scala Coeli), stanno dirompendo con sempre maggior forza notizie sulle criminali conseguenze di quelle cosiddette ‘navi dei veleni’ che hanno messo a serio rischio vaste porzioni di costa mediterranea, e più specificamente di costa calabrese. Tra le diverse Procure anche quella di Paola, nel lungo succedersi negli anni di vari Procuratori, tra cui il nostro compaesano dott. Franco Greco, ha proceduto ad indagare… 

ma in tutto quest'arco di tempo, e fin dagli inizi, le indagini della Magistratura hanno dovuto fare i conti con gli enormi intralci con i quali ora i servizi segreti deviati, ora una collusa malapolitica, ora, soprattutto, una Commissione parlamentare d’inchiesta quantomeno ondivaga e presuntuosa, hanno sempre reso pressoché insormontabili le difficoltà d’indagine anche per gli inquisitori più seri e preparati.

Sul tema, pubblichiamo qui una intervista di 15-20 anni fa, che abbiamo fortuitamente trovato in Internet, rilasciata dal Procuratore Greco ai reporter di ‘Nessuno.TV’ nei primi tempi delle inchieste su spiaggiamenti e affondamenti, quando la suddetta Commissione parlamentare interferiva condizionando oggettivamente le indagini, nonostante la coscienziosità con la quale venivano condotte dai magistrati, ma per l'appunto non erano inoltre state ancora scoperte alcune carte importantissime sul traffico dei rifiuti nocivi che sarebbero poi venute alla luce, spesso a fatica e talvolta anche in modo fortunoso, negli anni successivi.

Molto più recente invece, e più esattamente dello scorso venerdì, una bella puntata televisiva della serie “Blu notte” nella quale, sull'argomento, il conduttore Carlo Lucarelli ha potuto giovarsi di tutte le nuove informazioni emerse ultimamente, per mettere a fuoco un aggiornamento dell’intreccio criminoso che con molta probabilità collega i rifiuti tossici e radioattivi con la tragica fine della giornalista Ilaria Alpi e del suo cameraman, e con il presunto coinvolgimento dell’“intelligence” e (immancabili come sempre) Cosa nostra e ‘Ndrangheta.

Assai meno rivelatore viceversa l'opaco “Question Time”, andato in onda il giorno prima, in cui durante la sua ‘interrogazione parlamentare a risposta immediata’ l’on.Belcastro (Gruppo misto), sembrando quasi neppur consapevole che la “nave dei veleni” trovata la settimana scorsa nei fondali marini calabresi è un ‘caso’ per certi versi nient'affatto 'recente' o isolato, otteneva come risposta, dal rappresentante del governo on.Vito, che le difficoltà di valutazione del relativo danno ecologico sono date dai 500 metri di profondità del relitto, che all’uopo è stata perfino istituita una task force che finora ha già effettuato quattro incontri, che bisognerà inviare un Piano alla Procura di Paola, che sarà necessario coinvolgere l’Ispra/Arpa nell’analisi dei terreni costieri per valutare la portata dell’inquinamento, che per i settori in sofferenza della pesca andranno previsti ammortizzatori sociali con risorse europee, che… , che… , che…

Nient’altro. Nient’altro, sopra l'enormità e le responsabilità del cosiddetto ‘caso’.  Ma del resto, non era forse il giudice Paolo Borsellino a dire, prima di essere brutalmente messo a tacere con l'esplosivo, che “politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo…" ?

Per quei pochi a cui fosse mai sfuggita finora l’entità e la drammaticità della questione, tra le moltissime pagine presenti in rete su questi mostruosi progetti di ‘navi a perdere’ del crimine organizzato, ne riassumiamo qui una trovata sul sito della ‘Fondazione Libera Informazione’ (l’associazione di don Ciotti il cui obiettivo è il contrasto alle mafie), avente un titolo e un sottotitolo amari :  “Mar Jonio, 21 settembre 1987: ultimo giorno di luce per la Rigel.  Una delle navi dei veleni potrebbe avere lo stesso nome di una stella: Rigel”

Dice in sintesi l’articolo :

“La stella più luminosa della costellazione invernale del guerriero… figlio di Poseidone, dio del Mare, con il dono di camminare sulle acque.  Invece la nave” che porta questo stesso nome ‘Rigel’, dal 21 settembre 1987 fino alla data di “oggi è ancora un relitto ben nascosto sotto le acque joniche”. “Nel mar Jonio un nave che affonda, affonda bene perchè la profondità delle acque è peculiarità tale da essere appetibile per chi deve nascondere qualcosa che non deve essere trovata.”

“Nessun porto di destinazione. Nessuna sosta intermedia. E il carico?…  Un carico ancora oggi ignoto ma su cui il sospetto di nocività si è radicato nell'ambito dell'inchiesta seguita all'esposto di Legambiente e che il procuratore reggino Francesco Neri ha condotto, con la preziosa collaborazione del capitano Natale De Grazia, negli anni Novanta.

Un'inchiesta archiviata per impossibilità di proseguire le indagini in assenza del relitto ma… che già allora orientava le indagini alla conclusione più drammatica.  La nave trasportava rifiuti pericolosi e rientrava tra le cinquanta affondate nel Mediterraneo in cambio di profumate ricompense alle cosche dei luoghi.

Una conclusione prossima alla verità. Troppo vicina ad una verità scomoda e quindi altamente pericolosa.  Lo sa Anna Vespia, moglie di Natale De Grazia, colpito mortalmente da un malore improvviso e inspiegabile mentre si dirige a La Spezia… per acquisire informazioni sulla  Jolly Rosso , partita da lì prima di arenarsi in Calabria nel dicembre del 1990, e per acquisire i piani di carico di 180 navi sospette.

L'inchiesta giudiziaria reggina, infatti, aveva nel proprio specchio di indagine lo spiaggiamento a Formiciche di Amantea della  Jolly Rosso su cui ha indagato per anni anche il procuratore paolano Francesco Greco.

Oggi Legambiente chiede con forza che si torni ad indagare sull'affondamento della motonave maltese  Rigel , affondata 22 anni fa. Oggi, in ragione del tasso del Cesio 137 registrato nel torrente Oliva, in corrispondenza del quale si sospetta siano stati interrati i fusti contenuti nella Jolly rosso arenatasi a largo di Amantea nel 1990, per non essere riuscita ad affondare come previsto o forse diretta con i fusti pericolosi in Libano, il sospetto di presenze tossiche radioattive in Calabria permane.

Oggi quello stesso sospetto si ingigantisce in ragione dell'alto tasso di mortalità per patologie oncologiche accertato nell'area radioattiva lungo la strada provinciale 53 tra i comuni cosentini di Aiello Calabro e Serra d'Aiello, in ragione del ritrovamento a 483 metri di profondità del relitto  Cunsky a largo di Cetraro, in provincia di Cosenza, nell'ambito del nuovo corposo filone di indagine del procuratore capo di Paola Bruno Giordano. Si spera non sia troppo tardi per arginare il danno che quei fusti in fondo al mare dal 1992 potrebbero aver causato alla salute del mare, dell'ambiente e delle persone…

I racconti e le testimonianze si incrociano e si sovrappongono.  Parla Francesco Fonti, ex narcotrafficante di Locri e collaboratore chiave delle diverse indagini…” “Si cercano ancora gli altri due relitti :  Yvonne A e   Voriais Sporadais indicati dallo stesso pentito Fonti già nel 2006 e affondati rispettivamente a largo di Maratea e di Genzano. Oltre trecento bidoni contenenti scorie radioattive viaggiavano, secondo le dichiarazioni del pentito, su quelle tre imbarcazioni.”

“… Le indicazioni rese erano e sono sovrapponibili, dunque attendibili. In particolare sarebbe stato lo stesso Fonti a riferire circa le trattative tra Giorgio Comerio e Natale Iamonte per l'affondamento della  Rigel .

Nonostante ciò nessun sostegno venne prestato alle indagini … Nessuna fiducia venne riposta nelle ricerche in mare della Rigel e delle altre imbarcazioni… :  …la  Mikigan , affondata il 31 ottobre 1986 a largo di Capo Vaticano, la  Four Star affondata il 9 dicembre 1988, la   Yvonne A e la   Voriais Sporadais affondate nel 1992 rispettivamente a largo di Maratea e Genzano, nel cosentino, la motonave  Aso affondata al largo di Locri il 6 maggio 1979.  Poi ancora la  Monika e la  Aouxum . Ma la lista è lunga in Calabria e non solo…

Particolarmente forte sarebbe l'asse Calabria - Somalia dove… esiste una strada di 350 chilometri, Una strada deserta… forse serviva e serve per nascondere i fusti… che hanno un teschio marchiato sopra.  Quelli che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giornalista del Tg 3 e cineoperatore, avevano denunciato prima di quel crudele giorno - 20 marzo 1994 a Mogadiscio - in cui i loro corpi vennero crivellati da colpi di arma da fuoco…

Forse occorre ricordare che il tempo è prezioso. Prezioso… come le vite ormai spezzate… Prezioso come le vite il cui futuro è legato a quelle stesse verità”. “Nonostante ciò nessun sostegno venne prestato alle indagini, come di recente dichiarato dal sostituto procuratore generale Francesco Neri, allora pubblico ministero, mentre a Reggio Calabria torna l'incubo del carico mai rinvenuto della  Rigel e del relitto mai individuato.”

“Anche quest'anno Rigel sorgerà in cielo. Speriamo non sia l'unica Rigel a mostrarsi e ad essere mostrata.”


Con quelle parole si chiude l’articolo.
...che altro dire? Speriamolo. Ma speriamo pure, ci sembra opportuno aggiungere, di non dovere alla fine subire le estreme conseguenze di quell’antico adagio che recita “chi di speranza vive, disperato muore”.

 

FonteFondazione Libera Informazione
Estratto dahttp://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=8780

 


E' visualizzabile sul proprio Windows Media Player l’intero filmato "000- REPORTER -Puntata pilota", di durata 19,28 min. e contenente anche altre tematiche diverse, dopo averlo raggiunto all'indirizzo  http://movies2.arcoiris.tv/movies/nessuno_tv/reporter/reporter_puntata_000_big.wmv

 

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