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La Sila

Scritto da Salvatore Lepiane.

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LA SILA

La Sila, il più esteso raggruppamento della Calabria è piena di bellezze e di leggende, serva sacra fu detta dagli antichi, perché nutriva gli armenti di Giunone, la maglie di Giove il cui tempio S’innalzava sul promontorio Lacinio; selva famosa ricca di leggende e di paure, sede di numi e ricetta di briganti. Fra cime elevate e fertili valli, la Sila presenta paesaggi incantevoli, pascoli ubertosi popolati di greggi e boscaglie fittissime, vasti altopiani limpide sorgenti. Malgrado l’opera disastrosa della scure e del fuoco, vi sono ancora foreste superbe, in cui vegetano rigogliosi, il faggio ,il frassino, l’abete, il pino, il lance, il tasso,il pioppo, il bosso la quercia e il castagno.
Nell’antichità l’immensa selva della Sua fornì, una gran quantità di legnarne da costruzione agli ateniesi che ne trassero grossi legni per la loro f1otta; Dionisio tiranno di Siracusa fece costruire una grande nave.
San Gregorio Magno fece portare a Roma lunghe travi per il tempio degli apostoli Pietro e Paolo; tanti altri popoli e paesi ne trassero vantaggi. Gli antichi Brezii estraevano dagli annosi pini della Sila pece bianca e nera e ne facevano industria larga e proficua.
Molto pregiata era dagli antichi e la chiamavano pingue, odorosa, lucida e tenace, e se ne servivano per trarre l’olio picino per dar nitidezza alla cute, per estrarre i peli del corpo, per otturare vasi , ecc.. Ed anche oggi gli abitanti dei paesi silani si servono del pino resinoso per l’illuminazione e percorrono di notte le vie e i sentieri immersi nel buio con tele fumanti in mano.

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