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Crescono le preoccupazioni per la costruzione di due discariche a Scala

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Il nostro articolo di dieci giorni fa "Scala Coeli e territori circostanti: preoccupazione per la costruzione di due discariche" pare che nel suo piccolo abbia contribuito a produrre un terremoto in Facebook ad opera di amici di Campana e della zona che, giustamente, delle discariche non ne vogliono proprio sapere. Infatti nel frequentatissimo social network sono stati creati finora ben tre gruppi di protesta da parte di Massimo Bonanno,  Michele Migliarese, e Amedeo Palopoli (scalese), e certamente altri se ne creeranno.

 

Oltre a ciò va segnalato il grande attivismo, in questo senso, de "Il Ponte online", che mantiene accesa l'attenzione dei suoi visitatori, specialmente a opera della bella penna di Pasquale Loiacono, e pubblica tre documenti ufficiali che hanno preceduto quell'ingiunzione di esproprio che ha reso pubblica l'intera questione: lettera di convocazione indirizzata al Sindaco di Scala Coeli, all’assessore all’ambiente della Provincia di Cosenza ed alla Regione (prot. 6477 del 20 maggio 2009) ;  Verbale sottoscritto dal Commissario straordinario e dal Sindaco Mario Salvato;  trasmissione del Verbale dell’accordo del 26 maggio 2009 al Sindaco Salvato, alla Regione, e al Presidente della Provincia di Cosenza (prot. 7734 del 15 giugno 2009)
Leggiamo la suggestiva descrizione che del sito incriminato fa Pasquale Loiacono :

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Ed eccoci sul sito “maledetto” ove sorgeranno, l’una accanto all’altra, due discariche: la prima, privata, della società Biesco s.r.l. (che ha acquistato il terreno) che secondo la relazione tecnica, già approvata dalla regione Calabria, si occuperà dello smaltimento di rifiuti non pericolosi; la seconda, quella mastodontica, “misteriosa” e pubblica, sarà gestita dal commissario straordinario per l’emergenza ambientale.


Da Cariati la zona si raggiunge in una ventina di minuti, imboccando, dalla 106, a sud del ponte sul fiume Nicà (siamo in provincia di Crotone) la strada provinciale n. 6 per Umbriatico, poco più di un acciottolato, che attraversa la lunga valle a destra del greto del Nicà.


Il paesaggio è austero: filari infiniti di viti; ulivi; alberi da frutto; distese di campi seminati a rotazione e pascoli rigogliosi ove brucano i più bei ovini di razza podolica autoctona.


Dappertutto sorgive naturali e piccoli rivoli di torrenti, tutti confluenti nella grande fiumara che corre verso il mare.


Il silenzio è rotto dalle poiane che solcano il cielo e dallo stridio dei rondoni: oggi è domenica, il giorno che allevatori ed agricoltori dedicano al riposo o alle opere meno impegnative.


Sulle vette delle colline argillose svettano i centri abitati di Crucoli, Umbriatico, Scala Coeli e Terravecchia, quasi fossero posti lassù, a guardia di questo splendido territorio, come certe sentinelle giganti che vegliano, discrete, la grandiosità di madre natura.


Ci attendono i proprietari delle terre espropriate dalla regione: mani callose e volti solcati dalla fatica.


È gente che qui lavora da una vita, continuando le attività dei padri e dei padri dei padri.


Loro di discariche non ne vogliono proprio sentir parlare e si preparano alla lotta.


Non sanno ancora che in questa conca degradante fino alla piana dello Jonio “qualcuno ha deciso di stoccare - spiega Fabio Menin, responsabile dell Wwf “Sila Greca” - scorie nucleari, veleni che muteranno completamente lo scenario umano ed economico di una terra aspra, ma dalla quale decine e decine di famiglie riescono comunque a trarre sostentamento. E che la storia di una discarica per rifiuti solidi urbani è una barzelletta, lo sanno ormai tutti: in una zona così ampia (70 ettari), “nascosta” alla vista, non si possono solo stoccare i semplici scarti quotidiani prodotti dai calabresi, ma c’è qualcosa di più”.


Cosa sia questo “di più”, Menin lo sintetizza così: “Intanto non trova giustificazione l’esproprio di una area così vasta; poi, il sito “imposto” per la discarica, corrisponde perfettamente a quello indicato dal governo nazionale sulla mappa delle aree idonee ad accogliere rifiuti nucleari predisposta. Le preoccupazioni, sono, a questo punto, più che legittime”.


Delle questioni “politiche” si sta occupando il Partito democratico di Cariati che, attraverso il suo segretario, Fausto Sero, ha informato deputati nazionali (Franco Laratta e Franco Bruno); europei (Gianni Pittella e Mario Pirillo) e regionali (Franco Pacenza, Nicola Adamo e Mario Maiolo) i quali, già da oggi, ciascuno per le proprie competenze, presenteranno precise interrogazioni alle assemblee di appartenenza.


Il Pd cariatese ha investito del problema anche il presidente della provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e tutti i sindaci del comprensorio al fine di concertare un’azione di lotta comune che travalichi le mere appartenenze di pensiero e schieramento.


“Faremo il diavolo a quattro – commenta Sero – perché questa decisione centralista non passi. Ribadisco che noi non siamo aprioristicamente contro le discariche, ma venire a scipparci ed inquinarci un territorio che solo nell’agricoltura, nella pesca e nel turismo riesce a trovare occasioni di sviluppo, ci pare troppo. Invito fin da adesso tutti i cittadini del Basso Jonio, compresi i comuni della provincia di Crotone, ad una mobilitazione generale. Non bisogna abbassare la guardia, ma impedire la realizzazione di un disegno scellerato che ci priverebbe per sempre dell’unico nostro vanto: l’ambiente naturale. Noi, che siamo un partito vero e vivo, non meteore, 365 giorni all’anno, al di là delle consuete strumentalizzazioni di maniera, stiamo con la gente e per la gente”.


Insomma, pare di capire, la lotta è appena iniziata.
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fonte :  "Il Ponte online"

 

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