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Campana: mestieri trasformati dalla tecnologia

Scritto da gianpiero.ima. Il .

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IMG 20181008 155332 clearAnche a Campana le moderne tecniche e tecnologie quasi sempre modificano abbastanza vistosamente mestieri rimasti pressoché immutabili per secoli.   Tra questi, per esempio, quello del tagliatore di alberi: le cui competenze si sono, almeno in parte, diffuse financo tra gli allevatori, e i mandriani in genere, grazie alla maneggevolezza di uno strumento moderno come la motosega.

La cosa é facilmente spiegabile in quanto la specifica vocazione all'attività silvo-pastorale del territorio campanese deriva da una ricchezza arborea che è nota da sempre: a partire dalla cosiddetta "pece brettia" che, già millenni orsono, consentiva di illuminare anfratti e recessi grottosi abitati nel neolitico, fino all'utilizzo del legno silano, molto propizio alle esigenze della nautica importata dal genio marinaresco dei coloni greci.

E dunque, in questo territorio, la suddetta attività silvo-pastorale si può giovare, a vantaggio appunto di boscaioli, di taglialegna e di allevatori di bestiame, di un altissimo grado di complementarità tra regno vegetale e regno animale: il primo infatti costituisce la naturale  ' alma mater '  dell'altro, e cioè la provvida nutrice di tutti gli animali erbivori che vi dimorano.

In un tal connubio è pertanto molto positivo che l'ingegno dell'uomo, volto al duplice sfruttamento dell'una e dell'altra di dette risorse naturali, stimoli in un singolo individuo capacità di azioni plurivalenti e multiproduttive. E' per l'appunto ciò di cui, per esempio, mi ha recentemente dato magnifica prova un mio ex-allievo di professione allevatore, all'anagrafe Domenico Bonanno, "in arte" 'Nticchello.

La quale "arte" non è una battuta di spirito, perché invero si è concretata nel taglio progressivo di un pino dietro casa, che coi suoi quindici metri di altezza incombeva sui fabbricati dell'abitato, e il cui abbattimento mediante unico taglio alla base era stato altamente sconsigliato dai tagliatori di professione. E il vedere allora 'Nticchello arrampicarsi destramente fin sulla cima per poi procedere alla paziente asportazione di successive grandi porzioni di tronco, dopo averlo abilmente sfrondato sempre con la motosega, è stato uno spettacolo davvero impressionante, soprattutto sapendo che, propriamente, non sarebbe il suo mestiere quotidiano.

Da tale circostanza ben si comprende non soltanto che cunei e seghe a mano di alcuni decenni fa sono solo rimasti un pallido ricordo di un mestiere ormai profondamente trasformato, ma anche che per soddisfare esigenze particolarmente impegnative bisogna considerarsi davvero fortunati se si può fare affidamento su persone dotate della bravura e responsabilità dell'abile 'Nticchello. Cioè del suddetto Bonanno Domenico, come registrato all'anagrafe, ma soprattutto come durante l'appello mattutino rispondeva in classe a suo tempo: ovvero qualche annetto fa, quando aveva ancora i calzoni corti.  E il sottoscritto qualche capello bianco in meno.

     

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