CARO, CARO VITTORIO,

Scritto da gianpiero.ima..

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vcnon capisco se la tua prerogativa più affascinante sia stata la tua irresistibile, dolce empatia, o il tuo amore contagioso per il palcoscenico, o la voglia di condividere con tutti la ricchezza umana del teatro, o il costante desiderio di perfezionarsi, oppure la coerenza di vita portata all'estremo. Probabilmente tutte queste cose insieme. Anche se ieri ho dovuto cedere al pianto non certo per il fatto di non capirlo, ma per averle tutte ormai perdute con la tua scomparsa.

Ci hai davvero giocato un brutto tiro.

E, in più, hai fatto emergere senza volerlo l'enorme mia insufficienza con la quale ti menzionai qualche tempo fa in un unknown articoletto sul unknown Piccolo Teatro di Campana : molte testate online di Bari e di Napoli rendono oggi giustizia con molto maggiore, e molto meritata, evidenza al tuo bellissimo profilo di intellettuale anticonformista senza compromessi. Che ha capito la funzione del teatro non meno di un Sofocle o di un Shakespeare, e che ha voluto strapparla al filtro discriminatorio dei botteghini.

Ricordo bene che già nel maggio di quattro anni fa Mina Barcone sul sito di Bari inedita con te così dialogava: "Perché il punto è questo. Il teatro, nato in antichità come espressione artistica rivolta al popolo, ha assunto con il passare del tempo un tratto 'elitario' ".  "E’ proprio per questo motivo, ribattesti tu, che... il nostro obiettivo è quello di portare il teatro ovunque, che sia per le strade o nelle scuole: quest’arte non deve essere un privilegio per pochi, ma ricchezza per tutti". Sottolineava l'autrice dell'articolo: "Parole del 60enne barese Vittorio Cosentino, fondatore e regista di Teatraperto, una compagnia teatrale indipendente che da 15 anni a questa parte mette in scena drammi e commedie per le strade della Puglia"

E senz'altro ricorderai anche tu quell'intervista del febbraio 2018 rilasciata a Napoli, mentre interpretavi il Macbeth, ad Antonio Salzano del Mar dei Sargassi, il quale ti chiedeva informazioni sulla fondazione del gruppo Kismet, e a cui tra l'altro rispondesti: "Nei tempi di vuoto con il Kismet, tenevo un laboratorio con il Teatro Osservatorio. Facevo allenare i miei attori per strada perché nel corso della tournée in Inghilterra avevo visto che c’era una bella tradizione di festival all’aperto e notato targhe che ricordavano rappresentazioni teatrali per le vie. Con questo gruppo sperimentavo di fare spettacoli in piazza girando la Puglia, portavo Shakespeare, Molière, rappresentazioni sulla mafia, teatro puro. Vedevo che la cosa funzionava bene"

Poi, alla domanda "Quali sono gli autori che prediligi?" la risposta: "Shakespeare, Molière e poi il primo autore straniero che ho rappresentato, Cechov. Da ragazzo il primo che ho messo in scena è stato Pirandello in 'Pensami Giacomino'. Ma l’autore che più mi ha colpito è stato Cechov e la sua opera 'Il giardino dei ciliegi', che parla della crisi della società aristocratica, un po’ quello che aveva già previsto ne 'Il gabbiano'…: Prima o poi verrà una tempesta che ci travolgerà tutti. Poi, come ti ho detto, Shakespeare... L’essenza del teatro è racchiusa in un mistero che si chiama momento presente. Con il teatro noi riusciamo a capire l’essenza del funzionamento del cervello umano. Questa è la magia dello spettacolo: i grandi autori ci fanno capire, in parte, come funzioniamo. Shakespeare ha avuto la grande capacità di creare decine e decine di personaggi, uno diverso dall’altro, sembra che si somiglino ma sono diversi. Macbeth, che io rappresento, è straordinario perché è soprattutto un visionario"

E visionario sarai probabilmente apparso anche tu, vecchio amico mio, agli occhi di tante persone meschine nella loro venalità. Ciao caro Vittorio, agli occhi nostri, miei e di tanti altri amici che a Campana per qualche tempo calcarono insieme con noi lo stesso modesto palcoscenico riconoscendoti come Maestro, sei e rimani invece l'acuto, coerente, perseverante, appassionato regista e interprete del 'Pensaci Giacomino' e del 'Giardino dei ciliegi' di quarantacinque anni fa. Ti sia davvero lieve la terra.

  

Vada un caloroso ringraziamento a Gianni de Bartolo per questo video, per noi preziosissimo regalo

  

  

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