La 'discesa in campo' di don Renzo

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Una notizia di buon auspicio.

 

Non può che essere giudicata tale, quella che ha visto Don Luigi Renzo vestirsi di autorità vescovile nei confronti della Ndrangheta del paese di Sant'Onofrio (VV), ed ostacolare le ormai usuali 'pagliette' dei clan locali nelle ricorrenze pasquali.  Le quali anziché servire ad esprimere un sincero sentimento religioso ormai erano pressochè abitualmente piegate a scopi di manifestazione di potere mafioso.

La presa di posizione si è concretata con l'emanare un regolamento che invita a tenere lontane dalle processioni le "persone discusse".  Pur se la puntuale applicazione di esso da parte del parroco e del priore della locale Confraternita ha prodotto un tentativo di intimidazione a suon di pistolettate ('coraggiosamente' notturne) contro il cancello del priore stesso, il Vescovo è intervenuto nell'immediato mandando un preciso segnale di fermezza alle 'ndrine dominanti, implicitamente inducendole a più miti consigli, col sospendere la cerimonia religiosa e col rinviarla a data da destinarsi.

E' sperabile che l'opera di emarginazione dei sopraffattori e dei profittatori allarghi i propri spazi d'azione il più possibile, e fino a tutti i paesi anche della nostra zona :  dappertutto infatti il Vangelo sta dalla parte delle persone d'animo semplice e sincero, e non di quelle poco oneste per ingordigia propria o per complicità.

  

   

 

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Domenica 11/04/2010 - dal sito de " unknown Il Sole 24 Ore"

  

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LA RIVINCITA CONTRO LA 'NDRANGHETA -
Una rivincita della società civile sulla criminalità organizzata.  È quella che si è consumata oggi a Sant'Onofrio, il piccolo centro (commissariato per 'ndrangheta) alle porte di Vibo Valentia.  Dopo le intimidazioni della scorsa settimana, si è svolta la processione dell'Affruntata..........  "La comunità è ferita per quello che è successo - ha detto il vescovo Luigi Renzo, nella sua omelia - ma ha meritatamente potuto celebrare questo giorno".   E ha aggiunto un invito rivolto un invito ai boss della criminalità organizzata :  "Convertitevi. Gesù è morto e risorto anche per voi.  E anche per voi si devono spalancare le porte del Sepolcro per la gioia e l'amore"..........   "Oggi qui ha vinto lo Stato ma anche la popolazione di Sant'Onofrio. Si tratta certo di una piccola cosa ma significativa e importante", ha commentato il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella.  "Una nuova stagione si è aperta in Calabria", sono state le parole del neogovernatore calabrese Giuseppe Scopelliti.
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Speriamo che tutte queste belle e nobili parole, col tempo non si rivelino poi eccessivamente ingenue e improduttive. Credo ricordiamo, un po' tutti, l'agghiacciante video che mostrava i funerali del Giudice Falcone e degli uomini della scorta, durante i quali la vedova di uno di questi, Rosanna Costa Schifani, scoppiava in un pianto dirotto dopo aver così riversato nel microfono tutto il suo dolore  :   "...chiedo innanzitutto... che venga fatta giustizia... adesso... rivolgendomi agli uomini della mafia... sappiate... che anche per voi c’è possibilità di perdono. Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio. Però... se avete il coraggio di cambiare... ma loro non cambiano, non cambiano..."

Speriamo che sia davvero l'apertura di una nuova stagione, pur se le esternazioni riportate più sopra non consentono affatto grandi ottimismi per il futuro, perchè impossibile fare a meno di inquadrare la problematica anche e soprattutto nell'ambito del recente importantissimo documento della Conferenza Episcopale Italiana sui mali del Sud e per un Paese più solidale. E' proprio vero che 'quot capita, tot sententiae'.  Con le seguenti parole, si esprime, sopra detto documento,  good Famiglia cristiana  n.10 del 07/03/2010 :

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UN MERIDIONE UMILIATO - IL DOCUMENTO DEI VESCOVI
...Non c’è la scomunica ai mafiosi, che altri documenti dell’episcopato meridionale avevano previsto fin dagli anni Cinquanta.  Ma si dice che le mafie sono 'la configurazione più drammatica del male e del peccato'.   E non assolutamente, come qualche mafioso devoto ci vuole far credere, il frutto di una 'religiosità distorta'.  Sono una 'forma brutale e devastante di rifiuto di Dio'.

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E ancora su  good Famiglia cristiana  n.11 del 14/03/2010 , in un articolo firmato Alberto Bobbio e dal titolo "PIU' CORAGGIO PER IL SUD - TRE VESCOVI COMMENTANO LA NOTA CEI SUL MEZZOGIORNO", che riporta l'impegno di alcuni pochissimi Vescovi che scendono in campo con determinazione:
"...monsignor Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento, spiega così: "A volte manca il coraggio... Dobbiamo impegnarci a costruire comunità cristiane antagoniste, alternative alla cultura della rassegnazione, della violenza, dell’usura, del pizzo, del lavoro nero"

E inoltre monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente del Consiglio per gli affari giuridici della CEI, il quale unknown teme una Chiesa che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità [ (ANSA)   Mafia: vescovi del Sud, Chiesa troppo timida, serve coraggio per combattere la mafia ] , e lancia il guanto di sfida per non lasciare lettera morta il suddetto documento della CEI sul Mezzogiorno :
"Non abbiamo avuto il coraggio di dirci la verità per intero, siamo noi i primi a non essere stati nemici della corruzione e del privilegio. Non va moralizzata solo la vita pubblica, ma anche quella delle nostre chiese. E la parola terribile ' good collusione' deve far riflettere anche nelle nostre comunità... Basta con le prese di posizione ovattate..."

Puntualizza Monsignor Giuseppe Morosini, vescovo di Locri  :   "La religiosità del Sud deve purificarsi molto in tal senso.  Spesso manca l'aiuto di coloro che potrebbero aiutare, ma che fomentano il popolo solo per difendere usanze a scopo di folclore e turismo.... Formiamo le coscienze... spesso... le persone... impostano polemiche inutili per.... ottenere il sacramento e poi dimenticarsi di essere cristiani.  Questo riguarda tante cresime, tanti matrimoni, tanti battesimi richiesti per i figli".
Poi rispondendo alle domande di Giuseppe Baldessarro su unknown La Repubblica del 06/04/2010 :   "...forse, bisognava essere più chiari, anche nelle responsabilità di una Chiesa a volte troppo timida"

Già.  Sempre su La Repubblica l'ultimissimo articolo pubblicato, in edizione cartacea, sull'argomento si chiude con queste righe :
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...E tre giorni fa, qualcuno ha minacciato un altro prete, don Nino Vattiata. Era qui a Sant'Onofrio per 'manifestare solidarietà' al parroco Franco Fragalà, in tre si sono avvicinati a don Nino e gli hanno sibilato :  "Prima o poi la pagherai anche tu"...
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Speriamo che le pubbliche autorità ch'erano all'Affruntata leggano i giornali. O almeno che quei tre si convertano prima eventualmente di condannare don Nino Vattiata allo stesso trattamento a suo tempo riservato a don Antonio Esposito, a don Peppino Giovinazzo, a don Peppe Diana o a don Pino Puglisi.  Perché, come saggiamente dice anche un antico adagio,  perdonare è da re, ma dimenticare è.....

  

  

Fonti :          Il Sole 24 Ore

Famiglia cristiana

La Repubblica

  

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